Addio a un'icona della musica italiana: aveva 72 anni
Un profilo integrale della figura di Walter Martino, batterista di rilievo nel panorama progressivo italiano e fondamentale riferimento per la scena sonora associata al cinema di metà anni ’70 e oltre. La sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile, accompagnato da una ricca eredità di collaborazioni e innovazioni che hanno modellato la percezione del soundtracking e della batteria nel rock italiano.
walter martino: percorso e contributi
Nato nel 1953 a milano, Martino è stato tra i fondatori di una formazione che ha segnato la storia del prog: i goblin. La sua tecnica magnetica e la capacità di fondere ritmiche serrate a linee melodiche hanno contribuito a definire una signature sonora riconoscibile, presente anche nelle colonne sonore cinematografiche che hanno accompagnato momenti memorabili del cinema italiano.
La carriera di Martino ha attraversato progetti di rilievo con collaborazioni prestigiose: ha lavorato con Banco del Mutuo Soccorso, Reale Accademia di Musica e Libra, estendendo la sua influenza oltre i confini del genere horror associato al cinema di quel periodo. Nel 1978 ha composto le musiche per Schock, ultimo film diretto da Mario Bava, consolidando una relazione tra musica e immagini che ha distinto il sound della band.
I colleghi raccontano Martino come un compagno di viaggio, capace di trasmettere sensibilità e creatività, elementi chiave che hanno forgiato l’identità sonora dei Goblin e della scena italiana nel suo complesso. La sua figura è stata punto di riferimento anche per una figura di transizione tra sperimentazione e mestiere tecnico, capace di aprire nuove strade all’uso della batteria nelle produzioni complesse.
walter martino e le collaborazioni chiave
La versatilità di Martino si è manifestata nell’accompagnare interpreti di grande rilievo del panorama nazionale. Tra i nomi che hanno beneficiato del suo stile meritano menzione Mia Martini,
