32 milioni Regione per ridurre le liste d'attesa nel 2026

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32 milioni  Regione per ridurre le liste d'attesa nel 2026

La regione Toscana affronta le liste di attesa con una strategia mirata che combina potenziamento dell’attività interna, impiego di risorse nel privato accreditato e strumenti diagnostici standardizzati, finalizzati a guidare le indicazioni cliniche in base alla priorità. l’obiettivo è migliorare l’accesso alle visite e alle prestazioni senza compromettere la qualità delle cure.

potenziamento dell'attività interna e risorse per il privato

Il piano prevede un rafforzamento dell’attività all’interno dei presidi sanitari e l’adozione di risorse straordinarie per eseguire prestazioni anche al di fuori dell’orario ordinario, laddove necessario. Accanto a ciò, viene aumentata la presenza di prestazioni svolte in strutture private convenzionate, quando richiesto dalla domanda e dalla criticità clinica.

  • 20 milioni di euro destinati all’attività interna (incremento rispetto all’edizione precedente)
  • 12 milioni di euro in maggiori risorse per il privato accreditato, con tetto economico complessivo di 329 milioni di euro per il 2026
  • una quota di 4 milioni di euro vincolata all’esito dei monitoraggi dei tempi di attesa, accessibile alle aziende che registrano miglioramenti significativi sulle prestazioni più critiche

Lo sforzo è orientato a realizzare un equilibrio tra interventi interni e fermi al privato, mantenendo l’attenzione sulle esigenze della popolazione residente e sulle prestazioni da erogare in modo tempestivo.

piano liste di attesa 2026: risorse e condizioni

Nel 2026 sono complessivamente disponibili 32 milioni di euro per supportare due obiettivi principali: potenziare l’attività interna e ampliare l’offerta attraverso le strutture private accreditate.

  • 20 milioni di euro per attività interna
  • 12 milioni di euro per il privato accreditato
  • il tetto economico complessivo per il 2026 è 329 milioni di euro (destinato alle aziende sanitarie toscane)

Una porzione di risorse, pari a 4 milioni di euro, è vincolata ai monitoraggi sui tempi di attesa e potrà essere assegnata alle aziende che registrano miglioramenti significativi nelle prestazioni considerate critiche, come dermatologia e oculistica.

interventi chirurgici e tempi di attesa

La Regione richiede un incremento del numero di interventi ortopedici ad alta complessità e una gestione attenta dei tempi di attesa. L’obiettivo è raggiungere percentuali di rispetto dei tempi per gli interventi di classe A e B pari a almeno 90 per cento, con ricovero entro 30 giorni, e per interventi raccomandati entro 60 giorni se non a rischio immediato ma con dolore o disfunzioni significative.

  • nel 2025 le aree con performance più basse riguardano tumore alla prostata (65,8%) e protesi d’anca (72,9%)
  • per centrare l’obiettivo servirebbero 252 interventi in più entro i tempi massimi previsti

appropriatezza delle prescrizioni e criteri diagnostici

La domanda di visite ed esami è cresciuta in modo marcato dal 2019: le visite specialistiche prescritte nel 2025 hanno registrato una crescita del 41 per cento rispetto a cinque anni prima, mentre le prestazioni di diagnostica strumentale sono aumentate di circa il 49,8 per cento. Le prescrizioni non sempre sono supportate da evidenze e si osserva un disallineamento tra la pratica clinica degli specialisti e quella di medici di medicina generale o altri professionisti, con ricorso anche a pratiche di medicina difensiva e visite ripetute.

Per contenere l’incremento e garantire un’omogeneità nei criteri, è stato introdotto un sistema basato su quesiti diagnostici standardizzati e su una classificazione di priorità. La sperimentazione, avviata su risonanze magnetiche e TAC, ha già mostrato una riduzione dell’11 per cento delle prescrizioni inappropriate; si attendono risultati analoghi per le visite specialistiche.

Quesiti, criteri e classi di priorità sono stati definiti da gruppi di lavoro multispecialistici istituiti a maggio 2025, coinvolgendo dermatologia, ortopedia, cardiologia, neurologia e gastroenterologia. Hanno partecipato anche medici di medicina generale, la Fondazione Monastero e l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Meyer per le aree cardiologica e pediatrica. Il sistema è integrato in un software che propone indicazioni cliniche appropriate e la relativa classe di priorità, con percorsi di presa in carico mirati.

sistemi diagnostici standardizzati e percorsi di presa in carico

La configurazione dei quesiti diagnostici e delle classificazioni di priorità è stata trasferita in strumenti operativi utilizzabili dal personale medico, al fine di migliorare l’omogeneità delle decisioni e avviare percorsi di presa in carico più diretti. Le discipline coinvolte includono dermatologia, ortopedia, cardiologia, neurologia e gastroenterologia; ulteriori specialità possono essere integrate in futuro.

figure chiave della misura:

  • Eugenio Giani
  • Monia Monni
32 milioni  Regione per ridurre le liste d'attesa nel 2026
Categorie: PoliticaSalute

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