Toscana a rischio frane: oltre il 70% del territorio colpito idrogeologico
In Toscana la gestione del dissesto idrogeologico si fonda su un modello integrato che unisce conoscenza scientifica, monitoraggio continuo e procedure operative coordinate. L’approccio regionale privilegia la lettura del territorio per prevenire e intervenire in modo tempestivo, supportato da strumenti tecnologici capaci di evidenziare movimenti del suolo di pochi millimetri all’anno e da una rete di enti che collaborano per la sicurezza delle comunità.
monitoraggio satellitare e dissesto in toscana
contesto territoriale e livello di rischio
Il quadro regionale di frane evidenzia un territorio particolarmente esposto: oltre 16.500 km² interessati da fenomeni franosi, circa il 72% della superficie toscana. Le aree con pericolosità elevata o molto elevata raggiungono circa il 21% del totale, una quota superiore alla media nazionale grazie a una mappa e a un approfondimento diagnostico più estesi.
monitoraggio radar e bollettino operativo
Dal 2018 è stato implementato un sistema strutturato di monitoraggio satellitare radar per identificare le frane lente. I dati, elaborati dall’Università di Firenze e dal Centro per la Protezione Civile dell’Ateneo, permettono di rilevare spostamenti del suolo a livello millimetrico e sono pubblicati in un bollettino mensile che sostiene le decisioni degli enti locali. La Toscana è la prima e finora unica regione a trasformare questa tecnologia in uno strumento operativo di gestione del territorio.
approccio integrato toscano
strumenti di prevenzione e gestione
La strategia regionale integra monitoraggio, prevenzione, pianificazione e gestione operativa attraverso procedure unificate e tavoli di lavoro che coinvolgono la Regione, l’Autorità di Distretto dell’Appennino Settentrionale e l’Università di Firenze. Il coordinamento assicura rapidità e supporto tecnico ai Comuni sia nelle fasi preventive sia nelle risposte agli eventi.
strumenti specifici e risorse
Tra le azioni in campo rientra uno studio di suscettibilità da frana, realizzato dalla Commissione scientifica creata in seguito all’alluvione del novembre 2023, che individua le aree più predisposte all’innesco di fenomeni rapidi, fornendo indicazioni per la pianificazione territoriale. Sulla dimensione economica pesano risorse regionali e strumenti di contabilità speciale, con oltre 200 milioni di euro mobilitati negli ultimi cinque anni per interventi di prevenzione, messa in sicurezza e gestione delle emergenze.
coordinamento operativo e governance
La gestione operativa si fonda su procedure condivise e su un tavolo tecnico che garantisce cooperazione tra enti pubblici e università, assicurando interventi mirati e tempestivi nelle fasi preventive e post-evento.
prospettive e collaborazione
conferme di efficacia e prospettive nazionali
Nel corso delle discussioni pubbliche, si è rimarcato che l’adozione su larga scala di strumenti satellitari potrebbe facilitare un salto di qualità anche a livello nazionale, aprendo la strada a un financing mirato che supporti le regioni nell’applicazione di modelli avanzati di monitoraggio e intervento.
nominati presenti durante l’incontro
Durante la conferenza di presentazione sono stati evidenziati alcuni esponenti istituzionali e scientifici, i cui contributi hanno guidato l’approccio
- Eugenio Giani
- Bernard Dika
- Giovanni Massini
- Nicola Casagli
- Lorenzo Sulli
