Terapie long acting per l'HIV: organizzazione, prevenzione e contrasto allo stigma
Un secondo incontro all’esame nella cornice del progetto dedicato alle terapie long acting per l’Hiv è stato realizzato a Firenze, 9 febbraio, con il patrocinio della Simit e la promozione di Sanitanova. l’obiettivo è rendere accessibili le nuove opzioni terapeutiche, analizzando organizzazione dei servizi, percorsi assistenziali e strategie di prevenzione in chiave pratica e sostenibile.
organizzazione logistica delle terapie long acting in hiv e ruolo della prep nella prevenzione
Il confronto ha posto al centro requisiti organizzativi, costi diretti e indiretti e i percorsi ideali di presa in carico, al fine di favorire una diffusione realistica delle terapie long acting tra le persone che vivono con hiv. è emersa la necessità di strutturare i servizi in modo da garantire continuità assistenziale, con somministrazione controllata da parte di figure sanitarie e dialogo costante medico-paziente.
Una serie di tre videointerviste ad infettivologi della rete toscana ha promosso una lettura operativa delle necessità, delle criticità e delle soluzioni pratiche nella gestione attuale dell’hiv.
organizzazione dei servizi e percorsi assistenziali
Marco Pozzi ha riferito la necessità di ripensare i modelli assistenziali per integrare le terapie long acting nella pratica clinica quotidiana. l’innovazione deve essere accompagnata da percorsi efficienti, capaci di ottimizzare il tempo di medici e pazienti senza sacrificare la qualità delle cure, con attenzione all’equità di accesso e alla sostenibilità del sistema.
prevenzione e ruolo della prep nella prevenzione
Sul fronte preventivo, la PrEP è descritta come strumento formidabile per le popolazioni a rischio. la PrEP long acting può facilitare l’ingaggio di persone difficili da intercettare, offrendo una strategia preventiva efficace anche in contesti complessi e con esigenze di continuità nel follow-up.
sostenibilità, accesso ed equità
Il progetto, guidato scientificamente da Marco Falcone e Danilo Tacconi, richiama l’importanza del dialogo istituzionale come leva per ridurre l’incidenza dell’Hiv e avvicinare l’obiettivo delle infezioni zero anche a livello regionale. l’attenzione è centrata sull’equilibrio tra costi diretti e indiretti, sui percorsi di presa in carico e sull’efficacia operativa dei servizi sanitari nell’organizzare l’offerta delle terapie long acting.
Il percorso è promosso per offrire risposte pratiche e replicabili, con l’obiettivo di rendere l’innovazione terapeutica realmente accessibile a un numero crescente di persone, in continuità con le linee guida e con una cornice di presa in carico efficiente.
Nel contesto dell’iniziativa, si è valorizzato il contributo di professionisti e direzioni sanitarie, con un focus su requisiti organizzativi, costi e percorsi di presa in carico che possano sostenere l’implementazione diffusa delle terapie long acting.
Nel dettaglio, i nomi coinvolti sono presenti in una serie di contributi dedicati, che evidenziano bisogni, criticità e soluzioni operative nella gestione odierna dell’Hiv.
personaggi citati nel contesto dell’evento:
- Filippo Bartalesi
- Marco Pozzi
- Barbara Rossetti
- Marco Falcone
- Danilo Tacconi