Pembrolizumab ottiene per tumori di cervice, endometrio e vescica

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Pembrolizumab ottiene  per tumori di cervice, endometrio e vescica

In Italia, una decisione normativa ha esteso la rimborsabilità di pembrolizumab a tre nuove indicazioni, accompagnando una progressiva evoluzione della pratica clinica nelle neoplasie ginecologiche e uro-teliali. L’aggiornamento interviene nel contesto di risultati clinici significativi che testimoniano un potenziamento della sopravvivenza e una riduzione del rischio di progressione associati all’immunoterapia in combinazione con terapie standard.

nuove indicazioni rimborsate di pembrolizumab e impatto clinico

tumore della cervice uterina

La rimborsabilità prevede pembrolizumab in associazione a chemioradioterapia nei tumori della cervice uterina localmente avanzati in stadio III-Iva (Figo 2014). Il rischio di mortalità si è ridotto del 43% rispetto al solo trattamento chemioradioterapico, con un beneficio valutato anche nella sopravvivenza globale a 36 mesi, pari all’82,6% contro 74,8%. La pratica clinica si avvicina a scenari potenzialmente curativi, grazie all’integrazione dell’immunoterapia al regime di chemioradioterapia concomitante. In questo contesto, lo studio Keynote-A18 ha mostrato una riduzione del rischio di morte del 33% e un incremento della sopravvivenza globale a 36 mesi nell’intera popolazione, confermando benefici aggiuntivi in pazienti in stadio III-Iva.

carcinoma dell'endometrio

Per il carcinoma endometriale, AIFA ha autorizzato la rimborsabilità di pembrolizumab associato a chemioterapia (carboplatino e paclitaxel) come opzione di prima linea per pazienti con deficit del sistema di mismatch repair (dMMr). Nell’ambito dello studio Keynote-868, l’associazione pembrolizumab–chemioterapia, seguita da pembrolizumab in monoterapia, ha ridotto il rischio di progressione o morte del 66% rispetto al regime chemioterapico solo seguito dal placebo. Il tumore endometriale è descritto come una delle neoplasie femminili più frequenti, caratterizzata da un’incidenza in aumento e da una percentuale significativa di tumori con deficit di riparazione del DNA, circa il 30%. L’aggiunta di pembrolizumab migliora significativamente la sopravvivenza libera da progressione in questa popolazione: una novità di rilievo per la gestione di una patologia con prognosi complessiva critica.

carcinoma uroteliale non resecabile o metastatico

Nel carcinoma uroteliale non resecabile o metastatico, la rimborsabilità riguarda pembrolizumab in associazione a enfortumab vedotin. Nello studio Keynote-A39, confrontato con la chemioterapia a base di platino, l’associazione ha mostrato benefici sostanziali sia in termini di sopravvivenza libera da progressione sia di sopravvivenza globale, con una mediana di risposta che, in follow-up, è risultata duratura. Il rischio di morte si è ridotto del 49%, e la sopravvivenza globale mediana è risultata più che raddoppiata rispetto alla chemioterapia. La durata mediana della risposta è stata di 23,3 mesi contro 7 mesi con la terapia convenzionale, evidenziando un profilo di efficacia marcato nella gestione della malattia.

innovatività terapeutica e nuovi regimi

AIFA ha riconosciuto l’importante requisito di innovatività terapeutica per due nuovi regimi basati sull’immunoterapia con pembrolizumab: uno nei tumori dell’endometrio e uno nei tumori dell’urotelio. In quest’ultima evenienza, l’associazione pembrolizumab–enfortumab vedotin rappresenta una modalità di intervento innovativa rispetto agli schemi tradizionali, offrendo un diverso impatto sul controllo di malattia e sulla sopravvivenza. L’implementazione di tali percorsi riflette un allineamento tra prova clinica e approccio assistenziale, con potenziali benefici significativi per i pazienti.

andamento diagnostico e impatti sulla pratica clinica nel 2024

Nel 2024 in Italia sono state stimate quasi 2.400 nuove diagnosi di tumore della cervice uterina, una neoplasia legata principalmente all’infezione da Papillomavirus umano (HPV). L’incidenza di queste patologie ha spinto l’Aifa ad approvare la rimborsabilità di pembrolizumab, in associazione alla chemioradioterapia per la cura del carcinoma della cervice localmente avanzato. Si sottolinea che, secondo gli esperti, la combinazione con la chemioradioterapia aumenta significativamente la sopravvivenza globale, con una prognosi potenzialmente curativa per una quota di pazienti. Per quanto riguarda la patologia endometriale, si contano circa 8.650 nuove diagnosi nel 2024, con una quota rilevante di tumori associati a deficit del mismatch repair e una possibile trasformazione della terapia di prima linea grazie all’integrazione di pembrolizumab. Nel settore uroteliale, le stime indicano circa 31.000 nuovi casi nello stesso periodo, con oltre il 90% dei carcinomi uroteliali. L’innovazione terapeutica introdotta con le nuove combinazioni di pembrolizumab si propone di rafforzare il controllo di malattia e prolungare la sopravvivenza, come evidenziato anche dalle dichiarazioni di esperti italiani impegnati nel campo.

protagonisti principali

  • Domenica Lorusso
  • Roberto Iacovelli
Categorie: NewsSalute

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