Oltre 57mila imprese artigiane piemontesi colpite sommerso

• Pubblicato il • 3 min
Oltre 57mila imprese artigiane piemontesi colpite  sommerso

Un quadro articolato emerge dall’analisi sul tema, dove l’artigianato piemontese si trova a fronteggiare una pressione significativa causata da pratiche commerciali scorrette e da lavoro irregolare. La dinamica incide sui costi, sui prezzi e sulla capacità di offrire servizi affidabili, interessando diverse attività e territori. L’evoluzione descritta riflette la necessità di interventi coordinati per sostenere chi opera nel rispetto delle norme e degli standard di qualità.

artigianato piemontese e lavoro sommerso: quadro attuale

Nel Piemonte sono 57.211 imprese artigiane, pari al 50,3% del totale, che vivono quotidianamente pressioni legate a pratiche non regolari. Il fenomeno riguarda molte categorie professionali, dal cantiere alle attività di cura della persona, passando per servizi tecnici e manutenzione, con la presenza di operatori irregolari che sfuggono alle norme, alle tasse e alle responsabilità.

Tra i settori più esposti emergono:

  • edilizia – 17.140 imprese sotto pressione
  • acconciatura ed estetica – 10.478 imprese
  • manutenzione e riparazione di autoveicoli – 6.242 imprese
  • elettricisti – 5.420 imprese
  • pittori edili – 5.188 imprese
  • idraulici – 5.111 imprese
  • riparazione di beni ed elettrodomestici – 2.465 imprese
  • taxi – 2.234 imprese
  • manutenzione del verde – 1.896 imprese
  • ulteriori attività come fotografi, videoperatori e traslocatori

pressione territoriale: le province del piemonte

  • torino: 30.963 imprese under pressure (52,1% del totale)
  • cuneo: 8.015 imprese (46,9%)
  • alessandria: 4.962 imprese (49,9%)
  • novara: 3.960 imprese (45,6%)
  • asti: 2.952 imprese (49,4%)
  • biella: 2.287 imprese (51,1%)
  • vercelli: 2.185 imprese (51,4%)
  • verbano-cusio-ossola: 1.867 imprese (47,3%)

l’economia sommersa: dimensioni e tendenze

La stima complessiva dell’economia sommersa in italia tocca 217,5 miliardi di euro (10,2% del Pil). Di questa cifra, 77,2 miliardi derivano dal lavoro irregolare, che da solo rappresenta il 3,6% del Pil. Il fenomeno è in crescita: nell’ultimo anno il sommerso è aumentato del 7,5%, trainato da un +11,3% del lavoro irregolare. Nei servizi, che includono benessere e cura della persona, l’irregolarità raggiunge il 13,1%, mentre nelle costruzioni si attesta al 10,3%.

Su livello nazionale, 588.150 imprese artigiane operano nei settori più esposti alla concorrenza sleale.

denuncia e prospettive di intervento

La situazione è descritta come una distorsione sistemica che penalizza chi lavora nel rispetto delle regole, con effetti sui consumatori e sull’economia regionale. Si chiedono interventi concreti e coordinati, controlli mirati e strumenti rapidi di segnalazione per contrastare l’illegalità e garantire condizioni competitive e sicure per i clienti.

Nel contesto della cura della persona e del benessere, si sottolinea che l’abusivismo non è solo un aspetto economico ma anche di sicurezza: estetica e acconciatura richiedono competenze, formazione continua e l’osservanza di protocolli definiti. La domanda di interventi mirati tende a privilegiare chi opera regolarmente, rafforzando la fiducia nei servizi professionali.

figure chiave

Tra i riferimenti principali emergono due figure di rilievo:

  • georgio felici – presidente di confartigianato imprese piemonte
  • adelio ferrari – figura di riferimento per tassi, credito e strumenti di sostegno alle micro e piccole imprese

In sintesi, l’analisi evidenzia una diffusione estesa del sommerso che richiede misure efficaci per tutelare la filiera artigiana, valorizzare le imprese regolari e garantire condizioni competitive e sicure per cittadini e lavoratori.

Categorie: CronacaEconomia

Per te