Obesità: in Italia il costo sociale supera i 13 miliardi di euro
L’esercizio di analisi basata su dati reali evidenzia quanto l’obesità incida sul carico sanitario e sull’economia nazionale: un insieme di costi diretti, legati alle malattie cardiovascolari, e di ripercussioni sulla produttività. L’impegno economico complessivo supera i 13 miliardi di euro, con una quota significativa attribuita alle malattie cardiovascolari.
circa 6,6 miliardi di euro rappresentano l’onere legato alle patologie cardiache, pari a circa la metà del totale. L’obiettivo dell’indagine è stimare l’incidenza degli eventi cardiovascolari maggiori, noti come Mace (infarto non fatale, ictus non fatale e mortalità cardiovascolare), ricavando informazioni dai flussi delle schede di dimissione ospedaliera pubblicate dal ministero della Salute.
In ambito nazionale, l’ospedalizzazione per eventi Mace coinvolge circa 330.000 pazienti all’anno, con un volume complessivo di circa 380.000 ricoveri. Il flusso di degenza supera i 3 milioni di giorni e la spesa ospedaliera si avvicina ai 2 miliardi di euro annui.
La severità dell’obesità appare strettamente collegata a un incremento della riospedalizzazione: nei casi di obesità grave, il tasso di riospedalizzazione entro 2 anni è vicino al 50%, cioè circa un paziente su due rischia un nuovo evento cardiovascolare maggiore entro due anni dal primo ricovero. Oltre ai costi diretti, l’impatto si estende agli anni lavorativi persi e alla produttività.
Un’analisi di scenario, applicando i risultati di uno studio clinico randomizzato noto come Select, ha evidenziato una riduzione degli eventi Mace pari al 20% in coorti simili. Applicando tali effetti ai dati delle schede di dimissione, la simulazione stima un risparmio medio di circa 1.500 euro per ogni paziente ospedalizzato. L’impiego di terapie efficaci nella prevenzione secondaria potrebbe generare, in due anni, risparmi complessivi fino a circa 550 milioni di euro, configurando una strategia concreta per migliorare gli esiti clinici e la sostenibilità del sistema sanitario.
Figura chiave dell’indagine e contesto scientifico:
- Paolo Sciattella — ricercatore al Ceis (Centre for Economic and International Studies)
- Ceis — Centre for Economic and International Studies
- Università degli Studi di Roma Tor Vergata
obesità: costi sanitari e impatto economico
La valutazione economica indica che l’onere globale dell’obesità supera i 13 miliardi di euro, con una componente significativa associata agli eventi cardiovascolari. L’insieme dei ricoveri e la durata media delle degenze contribuiscono a un carico oneroso per il sistema sanitario.
obesità: mace e ricoveri — quadro nazionale
Gli eventi Mace rappresentano una quota rilevante della domanda ospedaliera tra le persone in sovrappeso o obese, traducendosi in un volume di ricoveri consistente e in un ricorso frequente alle risorse sanitarie.
obesità: riospedalizzazione e severità
La relazione tra gravità dell’obesità e riospedalizzazione evidenzia una progressione marcata: la probabilità di un nuovo evento cardiovascolare maggiore aumenta con la gravità clinica, con implicazioni dirette sui costi e sull’organizzazione delle cure.
obesità: potenziali risparmi con terapie preventive
Le potenzialità economiche emergono dall’adozione di terapie efficaci nella prevenzione secondaria, che hanno mostrato una riduzione significativa degli eventi Mace in contesti clinici controllati. L’adeguata applicazione di tali terapie, ai dati reali di ospedalizzazione, può tradursi in risparmi rilevanti per la spesa sanitaria e in un miglioramento degli esiti clinici a medio termine.