Morte di Domenico, il parere degli esperti Siaarti
La riflessione raccolta dagli anestesisti rianimatori si concentra sull’uso dell’Ecmo, sull’integrazione delle cure palliative e sul ruolo del Servizio sanitario nazionale e della Rete nazionale trapianti, in risposta a un caso clinico che ha acceso l’attenzione pubblica e presentato questioni etiche rilevanti. L’obiettivo è chiarire principi e percorsi, evidenziando come competenza e dedizione medica debbano accompagnare la ricerca della verità without compromettere la dignità e la qualità delle cure, in un contesto di trasparenza e responsabilità.
ecmo: funzione, proporzionalità e sospensione
l’ecmo è una tecnica di supporto temporaneo che sostituisce le funzioni cardiache e polmonari in condizioni gravi ma potenzialmente reversibili, offrendo tempo prezioso per la guarigione o per un trapianto. la decisione di attivarlo deve basarsi su una valutazione di proporzionalità, considerandone l’appropriatezza clinica e l’impatto sul paziente. In presenza di mancanza di beneficio o di peggioramento, è possibile procedere alla sospensione, senza interrompere le cure ma rimodulando gli obiettivi verso un approccio palliativo.
Gli esperti ricordano che la disponibilità di tale mezzo deve essere guidata da principi normativi (come la Legge 219/2017), deontologici (codici professionali) ed etici, affermando che l’Ecmo può essere impiegato quando è proporzionato e che, se diventa sproporzionato, va interrotto. La sospensione non equivale a una cessazione delle cure: si adotta un riordino degli obiettivi orientato al sollievo della sofferenza, preservando la dignità della persona. È fondamentale ricordare che la decisione di sospendere riguarda il mezzo di supporto e non la dignità del paziente.
Nello stesso inquadramento, i professionisti sottolineano che la rimodulazione delle cure non costituisce negazione dell’impegno assistenziale, ma una definizione di obiettivi centrata su sollievo e qualità della vita. Anche in contesto di terapie intensive, la gestione deve tenere conto delle dinamiche psicologiche familiari, bilanciando speranze, rischi e benefici.
cure palliative e integrazione nelle terapie intensive
Garantire un approccio palliativo quando indicato è un dovere professionale che si estende a tutte le fasi del percorso di cura, sia in ospedale sia sul territorio. Le competenze palliative di base devono far parte del bagaglio di ogni operatore sanitario, perché il controllo del dolore e la gestione della sofferenza devono essere presenti anche durante le cure intensive e nella lotta contro la malattia. Le cure palliative non sono alternative alle terapie, ma un’integrazione necessaria che può accompagnare e completare le cure intensive, favorendo una transizione tempestiva verso obiettivi centrati sulla dignità del paziente.
La pratica clinica invita a un cambiamento culturale volto a includere le cure palliative in tutte le attività assistenziali, adattandole alle specifiche esigenze del contesto clinico in tempo utile. In questa logica, la formazione di base in cure palliative è cruciale per assicurare che il controllo del dolore e la gestione della sofferenza siano presenti in ogni fase del percorso assistenziale, anche quando sono in atto interventi intensivi.
snn e rete nazionale trapianti: centralità del servizio pubblico
La vicenda descritta mette in luce l’importanza di un Servizio sanitario pubblico universalistico, responsabile della continuità delle cure per un paziente in condizioni critiche nel tempo. La Rete nazionale trapianti si inserisce in questo contesto, con la fiducia e la solidarietà della collettività come elementi fondanti. Qualora emergano errori, essi richiedono individuazione e comunicazione trasparente, insieme a misure concrete per evitarli in futuro. In ogni caso, resta chiaro che solo un servizio sanitario pubblico è in grado di assicurare le cure necessarie per lungo periodo, offrendo le migliori possibilità disponibili grazie alle risorse della fiscalità generale.
Va riconosciuto che, nonostante eventuali errori ancora in corso di accertamento, è fondamentale preservare la fiducia e la continuità della catena di cura e solidarietà alla base del Sistema sanitario nazionale e della rete trapianti. Questo è cruciale non solo per i donatori e le famiglie coinvolte, ma per la salute e la vita di tutti i pazienti in attesa di organi o trattamenti avanzati.
nominativi presenti:
- Domenico, bambino di Napoli