Immunoterapia efficace anche per tumori endometriali con instabilità microsatellitare
Una novità significativa nel campo della ginecologia oncologica punta a valorizzare l’immunoterapia anche nelle forme di tumore endometriale finora escluse da questa indicazione. L’estensione dell’uso di dostarlimab in combinazione con chemioterapia guarda al gruppo di pazienti con endometrio pMmr (proficient mismatch repair), includendo quindi tutte le varianti della malattia indipendentemente dal profilo molecolare.
ampliamento dell'indicazione dostarlimab per tumore endometriale pmmr
La decisione di autorizzare la somministrazione di dostarlimab insieme alla chemio-terapia si segnala come una pietra miliare per una patologia diagnosticata ogni anno in circa 10.000 casi nel nostro Paese. L’endometrio rappresenta il tumore ginecologico più comune in Italia e, se intercettato in fase iniziale, consente una diagnosi precoce grazie alle perdite ematiche in menopausa. L’80% dei casi si presenta confinato all’utero al momento della diagnosi, ma la malattia non è omogenea: si riconoscono almeno 4 sottotipi biologici con livelli di aggressività differenti. Allo stato attuale, circa 40-45% dei tumori dell’endometrio rientrano nella categoria avanzata o metastatica quando si considerano i contesti iniziali e successivi.
effetti clinici e beneficio osservato
Nel contesto di una terapia combinata, l’immunoterapia associata alla chemioterapia tende a rallentare la recidiva e a prolungare la sopravvivenza. Il beneficio è particolarmente marcato in pazienti con deficit della ricombinazione omologa (HRD). In queste pazienti, circa il 30% risultano avere un ridotto del 70% sia il rischio di morte sia quello di progressione. Per le pazienti pMmr senza HRD, si osserva una mediana di sopravvivenza più lunga di circa 7 mesi.
Il messaggio chiave è che, per la prima volta in due decenni, una modifica significativa nello standard di cura permette di avanzare in una malattia che rimane eterogenea e complessa, offrendo una base solida per proseguire la ricerca e le nuove terapie.
contesto clinico dell'endometrio in italia
Il tumore dell’endometrio è descritto come il più frequente tra i tumori ginecologici italiani, con un’incidenza di circa 10.000 nuovi casi all’anno. Il quadro diagnostico è spesso associato a età avanzata, ma esiste la possibilità di esordio anche in età giovanile in presenza di forme ereditarie specifiche. Alla diagnosi, l’80% dei casi si ritrova confinato all’utero, consentendo così un intervento tempestivo. Tuttavia, la variabilità biologica della malattia comporta che non tutti i tumori endometriali siano uguali, con una classificazione che identifica almeno 4 sottotipi distinti. Complessivamente, tra iniziale e metastatico si stima che si possa arrivare a una quota di circa 40-45% di tumori endometriali complessivamente avanzati o metastatici.
In chiave operativa, l’adozione dell’immunoterapia in combinazione con chemioterapia rappresenta una svolta, offrendo nuove prospettive di gestione e una base su cui costruire ulteriori ricerche mirate a migliorare i parametri di efficacia e la personalizzazione delle terapie.
Secondo Domenica Lorusso, responsabile del Centro di Ginecologia oncologica presso Humanitas San Pio X e professore ordinario di Ostetricia e ginecologia all’Humanitas University, l’approvazione dell’indicazione allarga l’uso di dostarlimab anche alle forme pMmr, indipendentemente dal profilo molecolare. Lorusso sottolinea che, pur con una variazione di beneficio tra i sottogruppi, l’immunoterapia in combinazione offre una base più robusta per trattare una patologia che ha mostrato tenuta nel tempo rispetto alle terapie precedenti, aprendo nuove opportunità di progresso nel percorso terapeutico delle pazienti.
Paragrafo dedicato a Domenica Lorusso
- Domenica Lorusso — responsabile del Centro di Ginecologia oncologica Humanitas San Pio X; professore ordinario di Ostetricia e ginecologia presso Humanitas University