Il cuore intrappolato nel ghiaccio: il racconto del chirurgo

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Il cuore intrappolato nel ghiaccio: il racconto del chirurgo

Nel contesto delle procedure di donazione e impianto, un episodio recente mette in luce criticità legate al coordinamento tra i team coinvolti. L’analisi delle procedure interne descrive come la gestione dell’organo, dall’espianto al trapianto, possa influire sull’esito clinico di un bambino di due anni, deceduto due mesi dopo l’intervento.

trapianto di cuore: criticità operative e conseguenze

Una relazione di audit interno evidenzia diverse anomalie nel percorso dell’organo. Tra le principali aree di attenzione emergono lacune nelle procedure condivise per espianto, conservazione e trasporto, nonché problemi di monitoraggio e di chiarezza delle responsabilità.

audit interno: principali criticità rilevate

  • assenza o mancata applicazione delle procedure condivise per l'espianto, conservazione e trasporto dell'organo. Tale carenza ha inciso sull’intero processo operativo.
  • contraddizioni nei racconti e mancato intercettamento delle criticità. Le diverse versioni degli eventi non sono state allineate prima della cardiectomia.
  • assenza di monitoraggio e controllo della temperatura durante il trasporto. La gestione termica dell’organo non risulta adeguatamente documentata.
  • mancata formalizzazione di ruoli, responsabilità e punti di verifica nelle fasi critiche. Le fasi essenziali mancavano di riferimenti chiari.

modalità di estrazione e stato dell’organo

È emerso che il cuore donato proveniva da Bolzano ed era congelato in modo significativo. All’arrivo, l’organo si trovava in blocco di ghiaccio e l’estrazione dal contenitore ha richiesto tempo, con scongelamento parziale mediante lavaggio in acqua prima di liberare l’organo dai sacchetti sterili. L’intervento ha incontrato notevoli difficoltà dovute al prolungato stato di congelamento dell’organo.

esito clinico e evoluzione successiva

Nonostante gli sforzi per preservare la funzione cardiopolmonare durante l’impianto, la situazione è apparsa gravemente compromessa. Il bambino è stato collegato al sistema di circolazione extracorporea, ma l’esito è stato negativo e l’evento si è chiuso con una morte avvenuta presso l’ospedale Monaldi di Napoli due mesi dopo l’intervento. L’intervento è stato eseguito il 23 dicembre scorso, e l’evoluzione ha condotto al decesso il 21 febbraio.

In riferimento all’organizzazione dell’iter e agli esiti clinici, l’analisi evidenzia la necessità di confermare protocolli, responsabilità e controlli lungo l’intero percorso dell’organo, dall’espianto al trapianto.

personaggi chiave coinvolti nel caso

  • Guido Oppido
Categorie: NewsSalute

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