Divario di genere nel mondo del lavoro: i del rapporto AlmaLaurea
analisi del rapporto 2026 di almalaurea sulle disparità di genere nel mondo accademico e lavorativo
Il nuovo Rapporto 2026 di AlmaLaurea mette in evidenza le sfide ancora presenti nel percorso formativo e professionale delle donne, core del dibattito attuale sulla parità di genere nel contesto italiano. Nonostante le donne dimostrino di essere più brillanti e investigative negli studi, particolare attenzione occorre rivolgerla alle dinamiche di inserimento e retribuzione nel mercato del lavoro, dove persistono differenze significative rispetto agli uomini.
le differenze di genere nei percorsi di studio e nei livelli di laurea
successo e rendimento delle donne negli studi
Le statistiche mostrate dal rapporto indicano che le donne tendono a laurearsi con maggiore rapidità e ad ottenere voti superiori, con una presenza femminile che raggiunge il 60,9% nei corsi di laurea, contro il 55,4% dei maschi. La media dei voti si attesta a 104,5/110 per le donne, rispetto a 102,6/110 per gli uomini. Questo scenario si mantiene anche nei livelli di laurea successivi, anche se si osserva una flessione della presenza femminile tra le lauree magistrali e i dottorati di ricerca, dove si passa rispettivamente al 57,8% e al 49,7%.
il divario di genere nelle discipline STEM e nelle professioni
autosegregazione e rappresentanza femminile
Nonostante il 41,1% delle laureate in discipline STEM siano donne, questa percentuale rimane invariata dal 2015, indicando una stagnazione nei percorsi di apprendimento e iscrizione. È essenziale monitorare le politiche educative che mirano ad avvicinare le ragazze a queste materie, spesso trascurate in favore di discipline umanistiche dall'infanzia.
dispari opportunità nel mercato del lavoro delle donne STEM
Prontezza all’ingresso nel mondo professionale, retribuzioni e condizioni di lavoro presentano disparità. Le donne laureate in ambito tecnico-scientifico manifestano un tasso di disoccupazione superiore di 3,7 punti percentuali rispetto ai colleghi uomini, anche se l’86,3% di esse riesce a trovare occupazione. I limiti risiedono nel significativo gap retributivo che ancora persiste nel settore.
ruoli di genere e scelte occupazionali
predominanza femminile nelle professioni di cura
I settori legati all’educazione e alla cura sono quasi esclusivamente occupati da donne: il 95% dei laureati in queste aree sono di genere femminile. Analizzando più a fondo, si evidenzia che la canalizzazione precoce delle scelte formative spesso orienta le ragazze verso professioni di assistenza, rispettando stereotipi consolidati, come indicato negli studi e nelle osservazioni di AlmaLaurea.
influenza della famiglia di origine sulle scelte accademiche
Il 70% delle donne laureate proviene da famiglie con genitori non laureati, rispetto al 62,8% dei maschi. Nei casi in cui i genitori sono laureati, le giovani tendono più spesso a distanziarsi dalle tradizionali aspettative familiari, specialmente in campi come diritto e medicina, accessi spesso legati alla possibilità di intraprendere una carriera di libero professionista. Si ipotizza anche che i padri investano maggiormente sui figli maschi, collegando la laurea alla tradizione familiare e alle eredità occupazionali, rafforzando così stereotipi di genere.
disparità di inquadramento e condizioni di lavoro
Oltre al gap retributivo, risulta evidente una preminenza maschile negli incarichi a lunga durata e ai livelli di maggiore responsabilità. Gli uomini sono contrattualizzati in modo più stabile, con una percentuale di 57,8% di contratti a tempo indeterminato, contro il 52,1% delle donne. Questa tendenza si evidenzia sia nel settore pubblico che in quello privato, contribuendo a mantenere le disparità di opportunità e status professionale.
Tra le personalità e gli ospiti coinvolti nel mondo dell’istruzione e del lavoro, vengono menzionate figure esperte nel campo delle politiche di genere e dell’analisi occupazionale, che contribuiscono a interpretare le dinamiche osservate e a proporre strategie di intervento per ridurre le differenze di genere.
