Dieta mirata per Crohn: solo il 10% dei pazienti ne è informato
La gestione dietetica della malattia di Crohn sta guadagnando centralità nel percorso terapeutico, con evidenze che indicano come la dieta possa influire sull’attività della malattia e sulla qualità della vita dei pazienti. Un’attenzione strutturata alla nutrizione interna al team clinico promette di favorire scelte terapeutiche mirate e un monitoraggio continuo, offrendo percorsi più completi e coerenti.
dieta e gestione della malattro crohn: stato attuale e prospettive
accesso alla valutazione dietistica e ruolo dell’équipe
Un’indagine condotta su oltre duecento pazienti ha mostrato che solo una quota contenuta conosce la dieta di esclusione e una piccola percentuale la segue. La scarsa conoscenza di cosa mangiare, accompagnata da diete di eliminazione non controllate, può peggiorare la malnutrizione e influire negativamente sul decorso clinico. Spesso manca la figura del dietista all’interno dell’équipe, ostacolando l’accesso a percorsi di valutazione nutrizionale strutturata.
ruolo del dietista nel percorso terapeutico
È fondamentale che le strutture sanitarie promuovano percorsi strutturati e prevedano un riferimento specializzato in nutrizione all’interno del team. La presenza di una figura dedicata consente di monitorare l’alimentazione, adattare diete specifiche e supportare il paziente nel rispetto delle terapie farmacologiche, contribuendo a una gestione più completa della malattia.
utilità della dieta come strumento terapeutico
La dieta è ampiamente riconosciuta come strumento terapeutico nel contesto pediatrico, dove è spesso la prima scelta. Nel paziente adulto, le evidenze stanno emergendo in modo crescente: l’uso mirato di approcci dietetici può comportare miglioramenti dei sintomi e della remissione clinica, integrandosi con le terapie farmacologiche e con il monitoraggio dell’attività infiammatoria.
evidenze e percorsi di cura: dall’infanzia all’età adulta
percorsi strutturati e responsabilità nel team
La gestione della nutrizione richiede percorsi definiti e una persona di riferimento in ambito dietetico all’interno del team multidisciplinare. L’integrazione di una figura specializzata facilita la continuità delle cure, la corrispondenza tra dieta e trattamento farmacologico e il monitoraggio dell’evoluzione della malattia.
campagne e sensibilizzazione: Più Crohnsapevoli
obiettivi e potenzialità
Iniziative come la campagna Più Crohnsapevoli, promossa da Modulen, alimento a fini medici speciali di Nestlé Health Science, mirano a ampliare la conoscenza dei pazienti sull’utilizzo di diete specifiche per la malattia di Crohn. L’obiettivo è incoraggiare l’adozione di approcci dietetici quando appropriato e migliorare la gestione diagnostica e clinica della malattia infiammatoria intestinale.
conclusioni e implicazioni pratiche
trasposizione clinica delle evidenze
Promuovere percorsi strutturati e introdurre un dietista all’interno dell’équipe rappresenta una leva chiave per ottimizzare le strategie terapeutiche, ridurre la variabilità nella gestione e contribuire a una migliore gestione a lungo termine della Crohn.
Personaggi citati nel testo:
- Ferdinando D'Amico