Craniostenosi: al Meyer il trattamento mini-invasivo

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Craniostenosi: al Meyer il trattamento mini-invasivo

Il congresso dedicato alla craniostenosi si è svolto presso il Meyer Health Campus, offrendo una panoramica aggiornata su diagnosi, trattamenti e innovazioni. L’evento ha riunito autori italiani e internazionali per confrontare prospettive e conoscenze sui risvolti clinici di una patologia che può incidere in modo significativo sull’evoluzione dei piccoli pazienti. Le sessioni hanno privilegiato l’approccio evidence-based, la gestione multidisciplinare e le nuove potenzialità miniinvasivi nel trattamento della patologia.

craniostenosi: diagnosi e cure moderne

coordinatori scientifici del convegno sono stati dottor Lorenzo Genitori, Federico Mussa, Rina Agushi e Mirko Scagnet, che hanno guidato i lavori insieme al team di Neurochirurgia dell’AOU Meyer.

craniostenosi: definizione, incidenza e quadro clinico

La craniostenosi consiste in una fusione precoce delle suture craniche, con esiti variabili a seconda della sutura coinvolta. Oltre all’alterazione della forma del cranio, possono verificarsi problemi visivi, ipertensione intracranica, malformazione di Chiari secondaria e idrocefalo. È una patologia relativamente rara, con un’incidenza stimata di 1 su 2500 nati vivi.

craniostenosi: approccio mini-invasivo e risultati

Nell’ambito del trattamento, l’endoscopio consente di attuare una procedura mini-invasiva che entra nel campo operatorio senza esporre il cranio. L’intervento è indicato in particolari forme, come scafocefalia e trigonocefalia, ed è associato a perdita ematica ridotta, tempi chirurgici più brevi e degenza ospedaliera più contenuta. La cicatrice è di dimensioni contenute e resta poco visibile una volta completata la guarigione. L’AOU Meyer Irccs è stata pioniera in Italia nell’applicazione di questa tecnica, con un numero significativo di craniostenosi trattate endoscopicamente.

craniostenosi e facio-cranio-stenosi: linee guida e approcci

Per quanto riguarda la facio-cranio-stenosi, le tecniche tradizionali rimangono ampiamente utilizzate perché spesso garantiscono i migliori esiti clinici. Le linee guida sono oggetto di confronto tra esperti nazionali e internazionali presenti al congresso, con attenzione all’equilibrio tra efficacia e rischio chirurgico.

craniostenosi: diagnostica ecografica e formazione

La diagnostica ecografica è sempre più presente, con un ambulatorio ecografico dedicato presso la radiologia dell’ospedale. Oltre agli aspetti diagnostici, il programma ha previsto una sessione pratica che ha coinvolto i partecipanti in simulazioni mirate, per consolidare le competenze chirurgiche e diagnostiche.

craniostenosi: simulazioni chirurgiche e laboratorio 3d

La parte formativa ha dato spazio a una sessione pratica di simulazione, basata su simulatori sviluppati dal laboratorio T3Ddy, sostenuto dalla Fondazione Meyer e coordinato dalla professoressa Monica Carfagni dell’Università di Firenze. I modelli simulativi sono stati progettati dal Dipartimento di Ingegneria Industriale di Firenze mediante stampa 3D a partire da TC di bambini affetti da craniostenosi, consentendo ai discenti di simulare le tecniche più avanzate sotto la guida del team clinico dell’ospedale.

persone chiave presenti

  • Lorenzo Genitori
  • Federico Mussa
  • Rina Agushi
  • Mirko Scagnet
  • Monica Carfagni
Craniostenosi: al Meyer il trattamento mini-invasivo
Craniostenosi: al Meyer il trattamento mini-invasivo
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