Contestazione formale all'Ordine dei Giornalisti: le dichiarazioni di Ranucci e Gasparri

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Contestazione formale all'Ordine dei Giornalisti: le dichiarazioni di Ranucci e Gasparri

Una disputa pubblica mette in evidenza tensioni tra politica, etica giornalistica e gestione della Rai, concentrandosi sul comportamento attribuito a un giornalista e sulle repliche dei vertici dell’azienda di servizio pubblico. L’andamento della contesa ruota attorno a accuse di linguaggio discriminatorio, a richieste di valutazione professionale e alle risposte dei responsabili della Rai alle critiche provenienti da esponenti politici.

gasparri contro i consiglieri rai e la gestione del caso report

Il presidente dei senatori di Forza Italia ha annunciato l’intenzione di interpellare l’ordine dei giornalisti per segnalare comportamenti attribuiti a Ranucci, quotidianamente protagonista di dure contestazioni pubbliche ad altri esponenti del giornalismo. Secondo quanto riferito, l’esponente politico sostiene che l’atteggiamento attribuito al giornalista sia omofobo e in contrasto con la deontologia professionale.

Gasparri evidenzia che Ranucci avrebbe utilizzato espressioni come “lobby gay” e altri termini ritenuti incompatibili con un comportamento corretto dal punto di vista etico. L’opzione è che l’ordine dei giornalisti esamini la condotta del giornalista come inaccettabile, collegando tali digressioni a una possibile lettura di orientamenti politici differenti rispetto agli interventi di Ranucci. La reazione di Tommaso Cerno è stata descritta come composta ma polemica, con una chiara esposizione delle proprie posizioni.

posizioni di gasparri

Gasparri sostiene che, oltre a una precedente condotta discutibile, Ranucci avrebbe manipolato dichiarazioni di persone indagate per denigrare altre figure, e conclude che la giustificazione di tali azioni è insufficiente. Secondo l’esponente, la contestazione formale rivolta all’ordine dei giornalisti è un passo necessario e ulteriori iniziative dovrebbero seguire.

repliche dei consiglieri rai

Nel frattempo, Alessandro di Majo, Davide Di Pietro e Roberto Natale, membri del consiglio di amministrazione della Rai, hanno diffuso una nota in cui si dissociano dall’intonazione offensiva degli oppositori e chiedono una lettura completa delle dichiarazioni. Si dichiarano opposti all’accostamento a pratiche autoritarie che riterrebbero intercorrenti con l’operato del servizio pubblico, sostenendo che le affermazioni di Ranucci debbano essere valutate nel merito e, se manipolate, che chi ha diffuso falsità venga sanzionato dall’Ordine o dalla Rai interrompa le collaborazioni coinvolte.

Nell’interscambio, Gasparri ha accusato i tre consiglieri di essere vopos perentoriamente al fianco di Ranucci, commentando con toni feroci la loro difesa. Egli ha anche criticato la loro mancanza di interventi in altre vicende, citando il caso Bellavia e l’atteggiamento verso Tommaso Cerno, ritenuto omofobo in alcune circostanze. Secondo Gasparri, tali atteggiamenti dimostrano una condotta discriminatoria che non trova spiegazione nella cornice istituzionale del consiglio.

dichiarazioni successive e contesto legale

Le repliche dei consiglieri hanno sottolineato l’esigenza di una lettura accurata delle dichiarazioni per evitare etichette ingiuste. In chiusura, le parti hanno indicato che eventuali rilievi disciplinari dovranno essere localizzati in base a contenuti verificabili e non a letture superficiali, ribadendo la necessità di evitare toni eccessivi e campagne di denigrazione all’interno della Rai.

La discussione riflette una tensione tra l’esercizio pubblico dell’informazione e le tempeste politiche intorno a temi di etica professionale, con richiami periodici a responsabilità, correttezza e tutela della reputazione delle figure coinvolte.

Elenco finale dei protagonisti principali:

  • Maurizio Gasparri
  • Sigfrido Ranucci
  • Alessandro di Majo
  • Davide Di Pietro
  • Roberto Natale
  • Tommaso Cerno

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