Come aumentare l'adesione alle vaccinazioni pediatriche: i consigli degli esperti
Il secondo episodio della serie vodcast Le 6 A – La salute si costruisce da piccoli è dedicato all’aderenza alle vaccinazioni, un pilastro della prevenzione in età pediatrica. Prodotto da Adnkronos in collaborazione con la Società italiana di pediatria (Sip), l’episodio è disponibile online sui canali YouTube, Spotify e nella sezione Podcast di Adnkronos. Il confronto coinvolge esperti e professionisti che esaminano dati di copertura, dinamiche sociali e strumenti di comunicazione utili a supportare famiglie e operatori sanitari nel processo decisionale.
aderenza alle vaccinazioni: contesto e importanza
Il dibattito si concentra sull’impatto delle vaccinazioni nella riduzione della mortalità infantile, nonostante permanga una fiducia non pienamente diffusa. Si evidenzia che, tra le vaccinazioni obbligatorie, rientrano dieci immunizzazioni: difterite, tetano, pertosse, polio, epatite B, Haemophilus influenzae tipo b, morbillo, parotite, rosolia e varicella, con l’aggiunta delle raccomandate per meningococco – sierotipi B, A, C, W e Y – e per rotavirus e papillomavirus. La scelta di avere un obbligo risale all’introduzione della normativa del 2017, volta ad assicurare una copertura sufficiente per proteggere anche chi non può vaccinarsi, come i neonati.
Nell’analisi dei dati aggiornati al 2024, relativi ai nati nel 2021, la copertura per l’esavalente è attualmente 94,76% e quella per il morbillo 94,64%; a 36 mesi la copertura del morbillo arriva al 95%. Guardando ai nati del 2016, la copertura per il morbillo scende all’84,79%, mentre la prima somministrazione di Difterite-tetano-pertosse-polio si attesta circa all’85%.
La disinformazione viene descritta come un fattore chiave che alimenta la resistenza vaccinale: la percezione che il morbillo sia una malattia lieve o che l’obbligo sia superfluo contribuisce al calo delle coperture. Questo fenomeno minaccia la fiducia tra famiglie e operatori sanitari e rende necessario un intervento educativo precoce, fin dall’infanzia. In questo contesto, il pediatra di famiglia viene collocato come primo referente e counselor, capace di fornire informazioni affidabili e rassicurazioni fondamentali per scelte consapevoli.
Gli esperti citano esempi virtuosi di attuazione: programmi di vaccinazioni scolastiche in Puglia, ambulatori pediatrici in Toscana e progetti territoriali come quello della Asl Roma 1, che permette di vaccinare i bambini dai 61 giorni fino all’adolescenza direttamente dal pediatra.
Un monito chiaro: non completare il ciclo vaccinale equivale ad allentare la protezione individuale e a ridurre l’immunità di gregge, esponendo i soggetti più fragili a rischi non necessari. Particolarmente critica è l’infezione da meningococco, che può manifestarsi in modo iniziale banale ma progredire rapidamente verso esiti gravi, con particolare attenzione al ceppo B. La posizione degli esperti è che vaccinare è essenziale per prevenire tali esiti, proteggendo anche chi non può vaccinarsi.
Il ruolo del pediatra di famiglia è cruciale: accompagna la crescita del bambino dall’inizio fino all’adolescenza, diventando punto di riferimento per la famiglia, con l’obiettivo di informare, rassicurare e guidare verso scelte responsabili. Tra i temi discussi emergono anche i falsi miti, come la correlazione tra vaccini e autismo, rigorosamente smentita. Si sottolinea l’importanza di comunicare gli eventuali effetti collaterali lievi e di evidenziare come completare il ciclo vaccinale contribuisca alla protezione personale e comunitaria.
Il secondo episodio della serie, intitolato Le 6 A per crescere bene – Aderenza alle vaccinazioni: perché è importante in età pediatrica – è disponibile sui canali YouTube, Spotify e nella sezione Podcast di adnkronos.
partecipanti principali
- Teresa Mazzone
- Silvia Ricci
- Rocco Russo