Cinque no vax condannati per stalking contro il virologo Bassetti
Una pronuncia di secondo grado rafforza le condanne per stalking di gruppo nei confronti di individui legati a un’area no vax, accusati di aver perseguitato il direttore della Clinica di Malattie infettive dell’Ospedale Policlinico San Martino tramite una campagna telematica reiterata. L’esito della sentenza arriva a distanza di mesi dall’episodio, evidenziando l’impatto delle minacce online sulla sfera privata e familiare della vittima.
condanne per stalking di gruppo: conferma in appello
La corte d’appello di Genova ha confermato le condanne inflitte in primo grado con rito abbreviato a cinque imputati. L’imputazione riguarda condotte persecutorie messe in atto attraverso canali digitali nel periodo tra settembre e novembre 2021, ritenute sistematiche e mirate. A due ulteriori indagati era stato applicato un patteggiamento, mentre altre posizioni risultano ancora oggetto di valutazione da parte dell’autorità giudiziaria.
stalking di gruppo: contesto e fatti
Secondo l’impianto accusatorio, i soggetti coinvolti avrebbero coordinato e realizzato una campagna ostile e reiterata nei confronti del destinatario, sfruttando strumenti telematici per infliggere pressioni e uppervare la reputazione del medico. Il periodo considerato va da settembre a novembre 2021, con attività che avrebbe avuto ripercussioni significative sulla vita privata della vittima e della sua cerchia familiare.
stalking di gruppo: rito e iter giudiziario
Il procedimento ha seguito un rito abbreviato per cinque imputati, confermando quanto già stabilito in prima istanza. Altri due indagati hanno optato per una preparazione di patteggiamento in sede di giudizio, restando aperti altri accertamenti sui restanti posizioni coinvolte nell’inchiesta.
esito e riflessioni sull’impatto
La vittima ha descritto l’andamento della vicenda come un “stillicidio telematico” che ha inciso profondamente sulla sua quotidianità e su quella della famiglia. L’indagine è stata supportata dall’impegno della Digos della Questura di Genova e della procura della Repubblica, che hanno sostenuto l’impostazione accusatoria e l’attività investigativa.
persone chiave citate nel testo
- Matteo Bassetti
- Riccardo Perisi (all’epoca direttore della Digos della Questura di Genova)