Cibi per un cuore sano: non basta mangiare poco

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Cibi  per un cuore sano: non basta mangiare poco

Una recente analisi condotta da esperti della Harvard T.H. Chan School of Public Health esamina l’impatto dei regimi alimentari sull’andamento cardiovascolare, porgendo particolare attenzione alla qualità degli alimenti inseriti nella dieta. I risultati evidenziano che parametri quali pressione, colesterolo, glicemia e trigliceridi sono influenzati in modo significativo dalla scelta degli alimenti, più che dalla semplice quantità ingerita.

diete a basso contenuto di carboidrati e grassi: la qualità degli alimenti al centro della salute del cuore

Lo studio distingue tra diete a basso contenuto di carboidrati e di grassi che privilegiano carboidrati di alta qualità e fonti vegetali di proteine e grassi e diete che includono carboidrati raffinati e proteine e grassi di origine animale. Il risultato chiave è che le diete ad alta qualità associate a un profilo alimentare più sano mostrano un rischio di coronaropatia inferiore di circa il 15%, rispetto a regimi simili ma con carboidrati raffinati e proteine/grassi animali.

Nei campioni di sangue analizzati, le diete considerate più salutari si traducono in biomarcatori cardiovascolari migliori: livelli di HDL più elevati e trigliceridi inferiori. Questi dati supportano l’idea che la qualità degli alimenti alla base di diete a basso contenuto di carboidrati e grassi sia cruciale per la protezione del cuore.

La metodologia ha fatto leva su dati sanitari e alimentari di quasi 200.000 partecipanti, provenienti dal follow-up dei professionisti sanitari e da due studi che hanno coinvolto infermieri. Le diete sono state classificate secondo criteri di qualità, distinguendo tra modelli sani e meno sani, con ulteriori analisi di biomarcatori ematici per valutare il rischio cardiovascolare.

risultati principali

  • riduzione del rischio di coronaropatia di circa 15% nei regimi alimentari ad alta qualità
  • diete ricche di carboidrati di alta qualità e di fonti vegetali proteiche e grassi associano biomarcatori favorevoli (HDL più alto, trigliceridi più bassi)
  • diete con carboidrati raffinati e proteine/grassi animali risultano collegate a un aumento del rischio di patologie cardiache

In conclusione, lo studio indica che è preferibile promuovere un modello alimentare sano in generale, piuttosto che imporre una restrizione rigida dei macronutrienti: questa strategia si configura come elemento chiave per la prevenzione primaria delle malattie cardiache.

Nominativi principali citati nello studio:

  • Zhiyuan Wu
  • Qi Sun
Categorie: Salute

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