Cenci, il dolce di Carnevale più amato in Toscana

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Cenci, il dolce di Carnevale più amato in Toscana

Il Carnevale in Toscana si annuncia come un’occasione di festa e tradizione, con un forte legame ai dolci tipici che popolano le tavole durante il periodo di divertimento e allegria. Tra le specialità più amate, un ruolo di primo piano spetta a un prodotto che richiama immediatamente l’immaginario popolare e radicato: i cenci. Questo dolce rappresenta un simbolo autentico della tradizione carnevalesca regionale, incarnando sapori e storie di un modo di vivere legato alle celebrazioni popolari.

i cenci: il dolce simbolo del carnevale toscano

I cenci si distinguono per la forma singolare, che innanzitutto richiama quella di uno straccio stropicciato o di sottili striscioline di pasta fritta. La loro preparazione tradizionale prevede l’utilizzo di ingredienti semplici e genuini, come farina, uova, burro, zucchero e un tocco di alcol o di aroma, che conferiscono al dolce la delicatezza e la friabilità caratteristiche. Fragranti e croccanti, si presentano come il richiamo visivo di una festa di colori e allegria, in perfetta sintonia con le atmosfere di maschere, coriandoli e carri allegorici che caratterizzano il Carnevale Toscano.

le preferenze dei toscani per i dolci di carnevale

Secondo un attento sondaggio promosso da Coldiretti Toscana, più del 65% dei residenti preferisce i cenci rispetto ad altri dolci carnevaleschi. Le frittelle di riso, che ottengono circa il 28% delle preferenze, sono considerate un’effettiva alternativa, seguite dalle frittelle di mele che si attestano al 4%. Tra le altre specialità regionali, molto meno popolari, si trovano la schiacciata fiorentina, il berlingozzo, il ciambellone dei tempi dei Medici e gli zuccherini, che raramente riescono a conquistare il cuore dei toscani durante questa festa.

la tradizione fatta in casa e i costi dei dolci di carnevale

In Toscana si riscontra una forte passione per la preparazione casalinga dei dolci carnevaleschi, con quasi una famiglia su due che si dedica a questa attività. La motivazione principale deriva dalla volontà di risparmiare e di ottenere prodotti con ingredienti freschi e di elevata qualità, come uova e miele, fondamentali per garantire un risultato finale impeccabile. La spesa complessiva per i dolci tipici a livello nazionale si attesta attorno ai 230 milioni di euro, con prezzi che variano dai 20-25 euro al chilo nelle panetterie e pasticcerie, fino a 50-60 euro al chilo per le varietà più artigianali e raffinate.

origine storica delle frappe e legami con la tradizione antica

Le prime forme di dolci simili alle attuali frappe risalgono ai tempi dell’antica Roma, dove venivano chiamate “frictilia”. Questi dolci erano preparati con farina e uova, stesi in sfoglie sottili, tagliati e poi fritti nel grasso caldo, consumati specialmente durante le festività invernali. La tradizione contadina vedeva nelle frappe un simbolo di passaggio dall’inverno alla primavera, un momento di celebrazione che segnava anche l’avvio della semina, offrendo un’occasione di allegria e condivisione.

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