Calano del 6% i decessi per tumore al seno in cinque anni, presentata la prima Consensus italiana a Udine
Nel panorama oncologico nazionale, il carcinoma mammario resta la forma di tumore più diffusa tra le donne. L’aggiornamento scientifico e clinico in programma a Udine racconta progressi significativi nella diagnosi precoce, nelle terapie e nella gestione multidisciplinare, confermando una dinamica di miglioramento della prognosi e offrendo nuove prospettive di cura per le pazienti.
carcinoma mammario: aggiornamenti dall’edizione 23 e nuove prospettive
andamento epidemiologico e impatto della diagnosi precoce
In Italia i nuovi casi di tumore al seno superano 53mila all’anno, con circa 1.300 diagnosi nel Friuli Venezia Giulia. La mortalità mostra una riduzione nei cinque anni, con una sopravvivenza netta a 5 anni che supera l’88% a livello nazionale e che si mantiene su livelli analoghi anche nella regione. Le forme diagnosticate in stadio iniziale registrano una sopravvivenza a 5 anni superiore al 95%, segnale di efficacia di percorsi di cura sempre più integrati e della necessità di una collaborazione tra i diversi specialisti coinvolti.
innovazioni terapeutiche nel tumore in fase precoce
Nella gestione del tumore mammario in fase iniziale si consolida il ruolo degli inibitori CDK4/6 in associazione alla terapia endocrina, con una significativa riduzione del rischio di recidiva e benefici anche in termini di sopravvivenza. Contemporaneamente aumenta l’accuratezza nell’individuare i casi in cui è possibile evitare la chemioterapia post-operatoria, supportata dall’uso dei test genomici ormai consolidati nella pratica quotidiana.
gestione dei sintomi e qualità di vita
L’attenzione al benessere della paziente include la gestione dei sintomi legati alla deprivazione estrogenica, come vampate di calore e secchezza vaginale, con ripercussioni significative sulla qualità di vita e sull’aderenza ai trattamenti.
trattamento nel setting metastatico
Nel contesto metastatico emergono nuove opportunità con l’aumento dell’uso dei coniugati farmaco-anticorpo (ADC), che espandono le opzioni terapeutiche disponibili. Le terapie endocrine beneficiano dell’integrazione di farmaci biologici selezionati in base a specifiche alterazioni molecolari, spesso individuabili tramite biopsia liquida. Ulteriori elementi utili derivano dall’analisi del tessuto tumorale tramite Next Generation Sequencing, che permette di indirizzare la cura verso trattamenti sempre più mirati e personalizzati.
trattamento chirurgico: nuove strategie e personalizzazione
La gestione chirurgica si è evoluta verso approcci sempre meno invasivi e più mirati. Nelle forme in stadio I‑II, la chirurgia conservativa associata alla radioterapia resta l’opzione più comune. La gestione dei linfonodi ascellari è diventata meno invasiva: dopo la biopsia del linfonodo sentinella, spesso non è necessario ricorrere alla linfadenectomia, con benefici evidenti in termini di complicanze e di qualità di vita. La mastectomia radicale è riservata a casi selezionati e resta una decisione condivisa con la paziente.
consensus conference e prospettiva europea
In ambito internazionale, una figura di rilievo è la lectio magistralis di Giuseppe Curigliano, presidente eletto della European Society for Medical Oncology (ESMO). In Europa il tumore della mammella resta una delle patologie oncologiche più diffuse, con oltre 374mila nuove diagnosi annue e più di 95mila decessi. Non è confinato al genere femminile: anche circa 4.400 uomini sono colpiti annualmente. L’impegno resta rivolto al continuo sviluppo di strumenti diagnostico-terapeutici e all’ottimizzazione di quelli già disponibili, con un contributo rilevante dell’Italia agli studi internazionali e una presenza costante nei principali congressi scientifici.
Tra i relatori principali del meeting si distinguono figure di riferimento nel panorama oncologico e chirurgico, pronte a condividere esperienze e dati aggiornati.
Relatori di rilievo:
- Fabio Puglisi
- Lucia Del Mastro
- Samuele Massarut
- Giuseppe Curigliano