Aumentare i passi quotidiani riduce il rischio di infarto: scopri come
passi e velocità sono determinanti per la salute cardiovascolare, soprattutto in chi convive con ipertensione. un’analisi su un ampio campione di partecipanti evidenzia come incrementare l’attività di base attraverso una camminata regolare possa modificare significativamente il rischio di eventi cardiaci e ictus, offrendo indicazioni pratiche per la gestione della condizione nel lungo periodo.
effetti dei passi e della velocità sulla salute cardiovascolare in ipertensione
lo studio si è basato su 32.192 persone con ipertensione, con età media di 64 anni e unfollow di quasi otto anni. durante il periodo di osservazione sono stati registrati 1.935 eventi cardiaci o ictus. il lavoro è stato supervisionato dal professor emmanuel stamatakis, responsabile del Mackenzie Wearables Research Hub dell’università di sydney.
risultati principali per i soggetti ipertesi
la ricerca definisce un livello di riferimento di 2.300 passi al giorno. un incremento di 1.000 passi porta a una riduzione significativa del rischio. complessivamente, fino a 10.000 passi si osserva una diminuzione del 17% nel rischio globale. in particolare, i 1.000 passi in più si associano a una diminuzione del 22% per l’insufficienza cardiaca, 9% per l’infarto e 24% per l’ictus. l’ictus è l’unico esito che continua a ridursi anche oltre la soglia dei 10.000 passi. camminare per 30 minuti a una velocità di circa 80 passi al minuto corrisponde a una riduzione del 30% dei problemi cardiovascolari in generale.
risultati nelle persone con pressione normale
una seconda analisi su 37.350 partecipanti con pressione regolare ha mostrato che un aumento di 1.000 passi comporta una riduzione media del rischio di patologie cardiovascolari, insufficienza cardiaca, infarto e ictus pari a rispettivamente 20,2%, 23,2%, 17,9% e 24,6%.
contesto globale e implicazioni
considerando che circa 1,28 miliardi di persone nel mondo soffrono di ipertensione, i dati assumono rilievo per comprendere quale livello di attività fisica sia utile per contenere i rischi associati a malattie cardiache, ictus e insufficienza cardiaca. i risultati sostengono l’idea che qualunque livello di attività fisica sia benefico, anche se inferiore al traguardo dei 10.000 passi.
nominativi principali citati nel contesto dello studio
- prof. emmanuel stamatakis