Zia Caterina: "In taxi non mi sento mai sola

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Zia Caterina: "In taxi non mi sento mai sola

Una chiacchierata radiofonica ha tracciato un ritratto dinamico di una figura impegnata da anni nel sostegno sociale. Su Radio Lady 97.7, Caterina Bellandi, nota come Zia Caterina, ha condiviso un bilancio dell’ultimo periodo e ha guardato alle prospettive del 2026, offrendo una narrazione ricca di emozioni, ricordi concreti e progetti tangibili.

zia caterina: storia recente e progetti per il 2026

zia caterina e il taxi solidale: una storia che continua

Nel pomeriggio del 7 gennaio Zia Caterina è arrivata negli studi di Ponzano a Empoli a bordo del taxi “Milano 25”, veicolo che da anni accompagna i piccoli pazienti oncologici al Meyer e in altre strutture sanitarie della regione. L’attività, autentica tessitura di rete tra assistenza e umanità, è nata dall’eredità lasciata dal compagno Stefano e continua a offrire supporto emotivo a chi è in viaggio verso la cura. La conduzione del taxi è descritta come una fonte di energia proveniente dalle persone che salgono a bordo, trasformando ogni corsa in un momento di condivisione e di sostegno.

«Quando io salgo su quel taxi so di non essere sola», ha raccontato, ricordando l’origine dell’avventura e l’importanza di ogni incontro. Le parole evocano una rete di aneddoti raccolti lungo 24 anni di servizio, durante i quali il veicolo è diventato una “tana” accogliente per molte persone, non solo un mezzo di trasporto. Le testimonianze dei passeggeri hanno alimentato un patrimonio di racconti legati a partite, eventi e momenti di tifoseria, vissuti in chiave solidale.

zia caterina e fondazione: obiettivi futuri

Tra i traguardi concreti citati c’è la nascita di una Fondazione dedicata al suo nome, volto a sostenere iniziative sociali e sanitarie. In chiave futura emerge anche un progetto immobiliare: la realizzazione di un giardino attrezzato in una proprietà di famiglia a Bagno a Ripoli, destinato a dare spazi di ritrovo e sollievo a chi vive momenti di fragilità e alle famiglie coinvolte.

giardino attrezzato in bagno a ripoli

Il giardino, concepito per offrire ambienti sereni e accessibili, sarà in inaugurazione a breve, con finalità di supporto psicologico e sociale per bambini, genitori e caregiver. L’iniziativa si innesta nel contesto di una gestione comunitaria orientata al benessere globale, mantenendo fede all’impegno di Zia Caterina e della rete di sostegno che ha costruito nel tempo.

la salute e la resilienza: riflessioni personali

La narrazione include anche riferimenti alla malattia incontrata nel percorso personale: “L’idea è chiudere la porta e non farsi vedere, fino a che non si è pronti”, ha spiegato. Il pensiero è seguito dall’osservazione che spesso non si è mai davvero pronti ad affrontare una prova così impegnativa, per cui si privilegia l’apertura del cuore e l’accoglienza di una possibilità come approccio più utile e realistico.

Nella ricostruzione emerge quindi un quadro di impegno costante, con una visione volta a tradurre l’esperienza personale in azioni concrete a beneficio di chi è in difficoltà.

Nel racconto compaiono figure chiave legate a questa storia.

  • Caterina Bellandi (Zia Caterina)
  • Cristina Ferniani
  • Stefano (compagno)
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