Visite serali e weekend per ridurre le liste d'attesa: la proposta di FdI e l'esempio toscano
Nel sistema sanitario pubblico toscano, l’estensione degli orari di visite specialistiche e di prestazioni diagnostiche si configura come una componente strutturale, finalizzata a migliorare l’accessibilità e a ridurre le liste di attesa. L’interpretazione di questa scelta si fonda su dati concreti e su una continuità operativa riconosciuta, che va oltre singoli provvedimenti e riguarda l’organizzazione quotidiana dei servizi.
orari serali e weekend nelle prestazioni sanitarie toscane
In Toscana, offrire prestazioni in fasce serali o nel fine settimana non è una novità episodica ma una parte consolidata dell’organizzazione sanitaria, particolare attenzione è rivolta alla diagnostica. I dati indicano che, da gennaio a novembre dell’anno scorso, sono state 239.977 le prestazioni prenotate la sera, dalle 18 alle 00. Inoltre, nelle giornate di sabato sono state assicurate altre 22.639 prestazioni, mentre la domenica è riservata a prestazioni ambulatoriali in urgenza. Complessivamente, la somma tra sera e sabato supera le 262.000 prestazioni, pari a oltre l’8% delle 3,2 milioni di prestazioni monitorate.
La quota evidenziata è ritenuta significativa e dimostra che l’estensione degli orari costituisce una quota stabile e rilevante dell’organizzazione sanitaria pubblica toscana. Il proseguimento di tale modello è confermato dall’impegno a mantenere aperte le agende nelle fasce serali e nei weekend, pur riconoscendo che la gestione delle liste d’attesa richiede interventi aggiuntivi e una certa programmazione.
Il tema delle liste d’attesa resta un terreno complesso: richiede investimenti, una gestione accurata delle prescrizioni e un’attenzione continua al lavoro delle professioniste e dei professionisti sanitari. Tra le questioni emergenti, si pronuncia la necessità di rivedere i tetti di spesa del personale, fermi da anni, che limitano le nuove assunzioni. Al contempo, si è chiesto al Governo di destinare una quota superiore al 7,5% del PIL alla sanità nazionale, per sostenere un sistema pubblico universalistico e adeguato ai bisogni della popolazione.
E così si rafforza il modello pubblico non con annunci, ma con decisioni coerenti che privilegiano una salute considerata un diritto universale, garantita quotidianamente.
andamento delle prestazioni serali e dei servizi nel weekend
La quota di prenotazioni serali e domenicali continua a incidere sull’intero monitoraggio delle liste di attesa, con una quota significativa delle prestazioni gestita oltre l’orario standard. L’azione politica resta orientata a mantenere la disponibilità degli orari ampliati, accompagnata da una valutazione continua dell’appropriatezza delle prescrizioni e degli investimenti necessari.
investimenti e capitale umano
In parallelo, si sottolinea la necessità di un incremento delle risorse per la sanità pubblica e di una revisione dei tetti di spesa del personale, per facilitare nuove assunzioni e potenziare i servizi
Intervento dell’assessora alla sanità Monia Monni:
- Monia Monni – assessora alla sanità
