Sospeso il servizio per i rifiuti ingombranti, cresce l'allarme dei cittadini
Il processo di internalizzazione del servizio di call center dedicato alla raccolta dei rifiuti ingombranti è al centro di una fase di confronto tra le parti interessate. Il quadro evidenzia come decisioni industriali e scelte organizzative incidano sui posti di lavoro, sulle condizioni contrattuali e sulle prospettive future del personale coinvolto, in contesto di cessazione imminente del servizio esternalizzato.
internalizzazione del call center per i rifiuti ingombranti: attori e dinamiche
Il servizio è gestito da una cooperativa incaricata per conto di una multiutility, e conta attualmente dieci lavoratrici. È prevista la cessazione dell’attività per il 17 gennaio. La cooperativa ha comunicato la decisione al committente senza offrire alcuna possibilità di ricollocazione. Per i limiti organizzativi della cooperativa, la ricollocazione sarebbe possibile solo per cinque lavoratrici; per altre quattro l’unica ipotesi sarebbe lo spostamento alla raccolta rifiuti, con un peggioramento delle condizioni economiche, mentre per la decima lavoratrice, contrattualmente a termine, resta l’ipotesi della disoccupazione.
La situazione è ulteriormente complicata dal fatto che, inizialmente, l’azienda aveva annunciato una reinternalizzazione utilizzando risorse interne, per poi affidare effettivamente il call center a una società consortile partecipata dalla stessa azienda e da un collega gruppo. Quest’ultima ha avviato una procedura selettiva tramite agenzia interinale per l’assunzione di sedici addette al call center, senza alcuna clausola di salvaguardia per le lavoratrici attualmente impiegate.
In sintesi, la multiutility Plures – tramite Alia, la partecipata Le Soluzioni e un’agenzia interinale – toglie il lavoro a dieci lavoratrici esperte per aprire una nuova selezione, con il rischio concreto di peggioramenti in termini di salario, diritti e tutele.
dinamiche tra le aziende coinvolte
La dinamica operativa vede al centro una chain di soggetti: Alia, la multiutility che controlla la gestione del servizio; la cooperativa Archimede, detentrice del contratto di servizio; la società consortile Le Soluzioni, partecipata da Alia e Plures; e, infine, un’agenzia interinale responsabile della selezione di nuove risorse. La combinazione di queste realtà evidenzia una riallocazione del lavoro che potrebbe incidere sui profili contrattuali e sulle condizioni di accesso al lavoro per le dipendenti attuali.
impatto sui lavoratori e prospettive
La chiusura del servizio e la necessità di definire nuove modalità occupazionali pongono una criticità diretta sulle condizioni lavorative esistenti. Le opportunità di ricollocazione sono limitate e la prospettiva di probabili peggioramenti salariali o di diritti lavorativi resta una concreta possibilità in assenza di percorsi di reinternalizzazione efficaci e di salvaguardie specifiche per le occupate.
impegno sindacale e richieste
Le rappresentanze sindacali hanno sottolineato che questa situazione è inaccettabile e hanno chiesto un percorso di reinternalizzazione responsabile, finalizzato a evitare la perdita di posti di lavoro e l’arretramento delle condizioni contrattuali. In assenza di risposte concrete, il sindacato si propone di intervenire in tutte le sedi a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti, mantenendo alta l’attenzione sull’equilibrio tra esigenze operative e diritti delle persone.
