Serve managerializzazione e automazione per le imprese italiane
La dinamica demografica in Italia sta influenzando in modo decisivo la disponibilità di manodopera, con ripercussioni sul sistema produttivo e sul welfare. Il tema assume urgenza in un contesto in cui una quota crescente di popolazione resta inattiva, rendendo necessario un insieme di strategie mirate per sostenere la produttività senza pesare eccessivamente sui conti pubblici. L’orizzonte strategico punta a valorizzare le competenze esistenti, integrare nuove skill e accelerare la transizione tecnologica.
carenza di forza lavoro legata al calo demografico: contesto e sfide
Il calo demografico imprime una pressione strutturale sull’occupazione e sul welfare, con effetti diretti sull’offerta di lavoro disponibile. È necessario indirizzare risorse verso segmenti a maggiore produttività e, in particolare, puntare sull’industria per generare uno slancio compatibile con la competitività internazionale. Una parte consistente della popolazione attiva resta inattiva, rendendo essenziale un approccio integrato per recuperare occupazione e rafforzare la capacità produttiva del Paese.
Secondo Valter Quercioli, presidente di Federmanager, solo il 5% delle imprese industriali italiane è managerializzato, ma è proprio in queste realtà che si concentra la maggior parte del valore creato dal Made in Italy sui mercati esteri. L’intervento privilegia l’investimento in circa 20.000 aziende industriali e di servizi alle imprese in grado di guidare innovazione e gestione, per trainare l’economia nazionale. È fondamentale valorizzare le persone più senior, coinvolgendole in attività di mentoring e formazione per accelerare l’apprendimento dei giovani e aumentare la produttività.
La digitalizzazione e l’automazione emergono come strumenti chiave per delegare compiti a basso valore aggiunto, liberando risorse per attività strategiche. Allo stesso tempo, è necessario considerare una riflessione di policy economica: se la quota di Pil sostenuta dall’automazione cresce, bisogna pensare a una fiscalità che includa le rendite da automazione per assicurare le risorse al welfare destinato a pensionati e servizi sanitari in aumento.
strategie chiave per una crescita sostenibile
Per fronteggiare la crisi, si propone un approccio integrato che unisca staffette generazionali, una managerializzazione diffusa delle imprese e un uso strategico della tecnologia. L’obiettivo è creare un mercato del lavoro più produttivo, resiliente e capace di competere a livello internazionale, mantenendo l’equilibrio tra occupazione, innovazione e welfare.
principi operativi e azioni concrete
- managerializzazione diffusa delle imprese, inclusa la gestione di servizi alle imprese
- mentoring e formazione per giovani talenti
- digitalizzazione e automatizzazione per liberare risorse umane
- valorizzazione delle figure senior all’interno delle strutture
Queste direzioni operative mirano a coniugare crescita produttiva e sostenibilità del welfare, privilegiando l’uso efficace delle competenze e delle nuove tecnologie.
persone citate
- Valter Quercioli – presidente Federmanager