Massaggio cardiaco e Ecmo salvano Andrea dopo 45 minuti di arresto
Una situazione di arresto cardiaco refrattario è stata affrontata all’ospedale Molinette di Torino con l’impiego di una tecnologia che, temporaneamente, sostituisce cuore e polmoni. L’intervento ha richiesto una risposta rapida, competenze specialistiche e una sinergia tra attività di emergenza, rianimazione e cardiochirurgia, dimostrando come l’ECMO possa trasformare l’esito in contesti estremi.
ecmo nel trattamento dell’arresto cardiaco refrattario
All’arrivo sul posto, il paziente, Andrea, ha mostrato un arresto cardiaco senza ripresa efficace del battito. Le manovre di rianimazione sono proseguite per 45 minuti, tra compressioni continuate e interventi farmacologici, senza che il cuore tornasse a battere in modo efficace. Si trattava di arresto refrattario alle terapie standard.
Alla decisione di procedere oltre le terapie convenzionali, è stato attivato l’intervento di ECMO, ossia una macchina in grado di mantenere in circolo il sangue e di ossigenarlo mentre si agisce sulla causa dell’arresto. Il sistema è stato collegato al paziente, permettendo al flusso sanguigno di continuare e al cervello di ricevere ossigeno, offrendo tempo al team per intervenire sul cuore senza interrompere la perfusione.
La situazione, che inizialmente sembrava priva di margine di recupero, ha trovato una possibilità concreta grazie alla scelta di mantenere attiva la supportazione extracorporea e di proseguire l’intervento mirato a risolvere l’aritmia. Il quadro clinico ha richiesto una gestione altamente specialized e una rapida orchestrazione tra reparti.
integrazione tra territorio e ospedale
Il programma di rianimazione con ECMO presso la Città della Salute e della Scienza di Torino è attivo da circa cinque anni presso la Rianimazione di pronto soccorso delle Molinette, diretta dalla dottoressa Marinella Zanierato, in collaborazione con la Cardiochirurgia, guidata dal professor Mauro Rinaldi. Questa sinergia territoriale-ospedaliera consente di identificare precocemente i pazienti candidabili e di trasferirli rapidamente in condizioni adeguate.
risultati e prospettive
Negli ultimi due anni (2024-2025) sono stati trattati 16 pazienti in arresto cardiaco refratario provenienti dall’emergenza extrahospedaliera, con 8 sopravvissuti. L’introduzione della rianimazione con ECMO ha significativamente modificato la prospettiva: la sopravvivenza è attestata al 50%, ben superiore alla prognosi tradizionale (meno del 10%).
Protagonisti chiave:
- Andrea
- Marinella Zanierato
- Mauro Rinaldi