Licenziata lavoratrice ipovedente dopo il congedo parentale

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Licenziata lavoratrice ipovedente dopo il congedo parentale

Una vicenda che riflette le tensioni tra esigenze familiari e decisioni aziendali coinvolge una donna pisana di 66 anni, ipovedente e con invalidità al 100% riconosciuta dalla legge 104. Dopo aver usufruito del congedo per assistere il marito malato di tumore, la dipendente ha visto cessare il rapporto di lavoro presso una società municipalizzata del Comune di Pisa, aprendo una fase di contenzioso e di ricerca di una soluzione dignitosa nonostante le condizioni di salute e di età.

licenziata dopo il congedo parentale: contesto e profilo della protagonista

La lavoratrice, con patologie visive che limitano la mobilità, era l’unico familiare in grado di accompagnarla quotidianamente al lavoro. Con l’aggravarsi delle condizioni del marito, la richiesta avanzata era di proseguire l’attività in smart working, soluzione già sperimentata in passato in situazioni analoghe. Al netto della disponibilità interna, la direzione dell’ente ha rifiutato l’opzione senza presentare alternative concrete. Durante il periodo di assenza per congedo, la coppia ha affrontato un periodo di lutto: il marito è deceduto il 4 dicembre. Dopo il rientro, la donna ha espresso la volontà di discutere una modalità d’uscita dignitosa, tenendo conto dell’età pensionabile, ma si è trovata di fronte a una decisione di licenziamento presa unilateralmente dall’azienda.

licenziata dopo il congedo parentale: richieste di smart working e mediazione

La richiesta di proseguire l’attività lavorativa in smart working è stata avanzata in occasione del peggiorare della situazione familiare e della disabilità visiva della dipendente. È stata tentata una mediazione con il supporto della consigliera provinciale di parità, ma l’azienda ha ritenuto non offrire alternative concrete, mantenendo la decisione di terminare il rapporto di lavoro.

licenziata dopo il congedo parentale: esito e sviluppo successivi

Al termine del congedo, la lavoratrice ha dichiarato la disponibilità a discutere una soluzione che garantisse una chiusura dignitosa, considerando la situazione di pensione e l’anzianità di servizio. Non sono riportate ulteriori opportunità occupazionali all’interno della stessa realtà né indicazioni su misure diverse dalla cessazione. La vicenda resta focalizzata sul percorso di uscita e sulle modalità di gestione del rapporto di lavoro in contesto pubblico.

Licenziata lavoratrice ipovedente dopo il congedo parentale

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