Fine vita: il Consiglio regionale recepisce la sentenza della Corte Costituzionale
In Toscana prende corpo un dibattito istituzionale sull’applicazione della nuova normativa in materia di fine vita, alla luce delle indicazioni confermate dalla Corte Costituzionale. L’attenzione si concentra sull’impatto della sentenza e sulle implicazioni operative per la legge regionale vigente, nonché sui tempi e sui margini di intervento delle sedi legislative territoriali.
fine vita toscana: quadro della normativa e rilievi della consulta
Questa mattina la presidente del Consiglio regionale ha distribuito, ai sensi del regolamento, la sentenza 204 del 29 dicembre 2025 della Corte Costituzionale, relativo all’impugnazione della legge regionale 16 del 2025, e ha disposto l’assegnazione alla commissione Sanità per prendere atto ed eventualmente discutere sugli effetti della sentenza. Il dibattito che ne è seguito ha visto intervenire esponenti politici e amministrativi con posizioni contrastanti sulle conseguenze normative.
Il presidente della Giunta regionale Eugenio Giani ha dichiarato di aver preso atto della sentenza e di aver fatto valutare i suoi effetti dall’ufficio legale, con l’esito che la legge è immediatamente applicabile in tutte le sue parti, non essendoci, secondo lui, necessità di ulteriori provvedimenti. La Corte Costituzionale sarebbe, nel suo giudizio, riuscita a distinguere tra norme valide e norme da cassare, confermando una cornice operativa chiara.
Secondo Giani, la materia rientra nella tutela della salute, per la quale la Regione conserva potestà legislativa, mentre i principi imposti nelle sentenze precedenti non giustificano una revisione dell’impianto normativo in assenza di modifiche normative nazionali. Eliminando i punti contestati, la legge resterebbe in piedi e pienamente operativa.
Il consigliere Marco Stella (FI) ha definito la conferenza stampa dei vertici regionali una gravissima mancanza di rispetto verso il Consiglio e la commissione Sanità, chiedendo un iter di chiarimenti nel Consiglio e sostenendo che l’applicazione dei principi decisi dalla Corte non può essere unilateralmente portata avanti dalla Giunta. La Corte Costituzionale non attribuisce agli enti regionali la pienezza dell’applicazione immediata di tali principi, ha osservato.
Per il consigliere Jacopo Cellai (FdI) si profila un corto circuito: se non si riapre la discussione in Consiglio alla luce delle indicazioni della Corte, si rischia di delegare una decisione politica a una delibera di Giunta. Sottolinea la necessità di un approfondimento serio in Commissione, non guidato da linee guida predefinite.
Federico Eligi (Casa Riformista) ha evidenziato la mancanza di un tratto narrativo sull’iter che ha condotto alla legge, invitando a inquadrare il provvedimento in un percorso più ampio volto a una normativa nazionale. Egli sostiene che solo una legge nazionale potrebbe armonizzare le modalità di gestione tra Regioni, invitando il Parlamento a procedere rapidamente.
La consigliera Irene Galletti (M5S) ha rimarcato che la Toscana resta terra di diritti, riconoscendo l’impegno dell’associazione Luca Coscioni nel promuovere il rispetto della dignità dei malati e delle loro famiglie, grazie al contesto di iniziativa popolare che ha accompagnato la discussione.
posizioni delle forze politiche
La discussione odierna evidenzia diverse letture sull’equilibrio tra autonomia regionale e normative nazionali, con richieste di un’azione parlamentare che possa fornire una cornice uniforme alle opportunità previste dalla sentenza.
Nel dibattito emergono i protagonisti principali della discussione, ai quali viene attribuito un ruolo centrale nelle dinamiche legislative:
- Stefania Saccardi
- Eugenio Giani
- Monni
- Marco Stella
- Jacopo Cellai
- Federico Eligi
- Irene Galletti
