Due progetti per studiare la biodiversità con l'intelligenza artificiale presentati a Firenze

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Due progetti per studiare la biodiversità con l'intelligenza artificiale presentati a Firenze

In Toscana, due iniziative innovative mirano a coniugare pratiche agricole avanzate, monitoraggio faunistico e metodologie scientifiche per gestire la presenza del lupo e valorizzare la biodiversità all’interno di contesti cerealicoli. l’obiettivo è fornire strumenti concreti alle imprese e alle istituzioni per migliorare redditività, sostenibilità e convivenza sul territorio.

lupus etruriae: censimento e mappatura del lupo in toscana

strumenti e approccio

il progetto adotta fototrappole autonome e analisi genetica su campioni biologici per identificare i branchi e riconoscerne l’ibridazione, integrando dati con ululati registrati per stimolare risposte vocali dei branchi. l’intento è passare da stime di popolazione a una localizzazione territoriale accurata, utile a pianificare interventi mirati di contenimento e gestione.

in sinergia con l’obiettivo di declassare lo status del lupo da rigorosamente protetto a protetto, il progetto prevede una mappatura puntuale dei branchi, includendo anche aree urbane dove la convivenza si rende necessaria. il lavoro si concentra su quattro aziende ovine e si sviluppa per fornire dati aggiornati agli enti regionali e alle politiche di gestione future.

contesto e obiettivi

l’iniziativa intende colmare un vuoto conoscitivo, considerato che l’ultimo censimento regionale risale al 2016. il censimento, tramite strumenti non invasivi, fornirà una base affidabile per la definizione di piani di controllo mirati, con l’obiettivo di tutelare l’equilibrio faunistico e la redditività delle imprese agricole.

agrobiomonitor: monitoraggio della biodiversità e reddito nell’agricoltura cerealicola

vantaggi e metodo

il progetto dimostra che pratiche agricole sostenibili nel settore cerealicolo possono migliorare la qualità del suolo e gli habitat naturali, incrementando la presenza di mammiferi e uccelli come quaglie e fagiani. la biodiversità diventa misurabile e quantificabile grazie a tecnologie moderne, trasformandosi in una leva competitiva per le aziende che potenziano la loro immagine verso mercati premium e crediti di carbonio.

l’innovazione si intreccia con sostenibilità e redditività, offrendo nuove opportunità economiche e resilienza alle imprese. il progetto si basa su competenze di PSR & Innovazione Toscana, Università di Firenze (DAGRI) e Università della Tuscia (DAFNE), insieme a partner tecnici come WBA Project.

contesto normativo e risultati attesi

le direttive europee, tra cui Nature Restoration Law e Farm to Fork, guidano l’approccio di biodiversità e gestione del territorio. l’approccio scientifico prevede l’uso di tecnologie non invasive, tra cui monitoraggio acustico passivo per contenuti sulla presenza e l’abbondanza di uccelli, e l’impiego dell’intelligenza artificiale per accelerare la raccolta e l’elaborazione dei dati.

l’obiettivo è dimostrare come una gestione agronomica orientata a biodiversità possa legarsi a modelli di reddito alternativi, includendo i crediti di carbonio e i mercati premium, per aumentare la resilienza delle aziende agricole e la competitività complessiva del sistema rurale.

per ulteriori informazioni le fonti istituzionali citano i seguenti riferimenti di profilo pubblico e contesto operativo.

persone presenti

  • Angelo Corsetti
  • Simone Capriotti
  • Giovanni Argenti
  • Riccardo Primi
  • Marco Apollonio
  • Letizia Cesani
  • Marco Salvadori
  • Marco Buconi
  • Bernard Dika
  • Stefania Saccardi
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