Circular Economy Act: la nuova legge europea per un'economia circolare e sostenibile

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Circular Economy Act: la nuova legge europea per un'economia circolare e sostenibile

La transizione dall’uso lineare delle risorse a un modello basato sul riuso e sulla valorizzazione dei materiali mira a potenziare la competitività industriale e la sicurezza economica, ponendo al centro la gestione sostenibile delle materie prime. Si tratta di un cambio di paradigma che promuove la longevità di beni e processi produttivi, riducendo la dipendenza da risorse vergini e stimolando l’innovazione nelle filiere del riciclo.

act economia circolare: quadro di riferimento e obiettivi

Il quadro legislativo in fase di definizione si propone di accelerare la transizione a livello europeo, superando una frammentazione normativa ancora diffusa e integrando gli interventi in un progetto coerente. Si punta a aumentare la competitività industriale e a rafforzare la sicurezza economica, con l’obiettivo di raddoppiare entro il 2030 il tasso di circolarità, oggi decisamente contenuto. Il percorso si allinea al Clean Industrial Deal e al Piano d’azione per l’economia circolare, aggiornato di recente, che includono strumenti di piano e orientamenti strategici per l’intera catena produttiva.

un mercato unico per le materie prime secondarie

Il cuore della visione è la creazione di un mercato unico per le materie prime secondarie, ottenute dal recupero, dal riciclo o dal riuso di rifiuti e destinate a sostituire parzialmente o interamente le materie prime vergini. A titolo esemplificativo, si citano:

  • metalli: ferro, acciaio, alluminio, rame, nichel, terre rare;
  • carta: cartone ondulato riciclato;
  • plastica: PET riciclato e PVC;
  • vetro: cullet macinato;
  • compost: digestato;
  • tessili: fibre rigenerate;
  • materiali da costruzione: calcestruzzo riciclato e asfalti recuperati.

Per realizzare l’obiettivo è necessaria una rimozione delle barriere normative tra Stati membri e un’armonizzazione delle leggi. In assenza di un costo competitivo delle materie prime seconde rispetto alle risorse vergini, la domanda rimarrà orientata verso le seconde. Prospettive di progresso passano anche per stimolare innovazione e competitività delle filiere europee, oltre a rafforzare la tracciabilità dei flussi di rifiuti e a migliorare la qualità del materiale riciclato.

la revisione della direttiva raee

Una questione chiave riguarda la gestione dei RAEE, rifiuti elettronici che contengono materiali critici e preziosi. L’obiettivo è aumentare la raccolta e il recupero di tali materiali dai rifiuti elettronici, armonizzare la normativa WEEE/RAEE a livello europeo, ridefinire i criteri per distinguere una materia prima secondaria dall’end-of-waste e aggiornare l’elenco dei rifiuti considerati strategici, con un miglioramento generale della tracciabilità e della qualità del materiale riciclato. In questo contesto, il target di riciclo di Critical Raw Materials è fissato al 25%, un traguardo significativo rispetto all’attuale livello molto basso.

una sfida ambientale

La realizzazione del nuovo quadro normativo incontra anche una dimensione ambientale rilevante: l’attuale tappa di adozione potrebbe verificarsi nel periodo 2027-2028. L’estrazione e la lavorazione delle risorse hanno impatti sostanziali sulla biodiversità e sulle emissioni, rendendo la promozione del riciclo e del riuso un elemento chiave per la sostenibilità e la salute del pianeta. L’insieme degli interventi mira a ridurre l’impatto ambientale complessivo associato all’estrazione e al trattamento delle risorse, rafforzando al contempo la resilienza economica dell’Unione.

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