Aggressione a giornalisti Rai a Crans-Montana: gettata acqua gelida su inviata
Un pomeriggio segnato da una grave Interruzione della normalità ha visto una troupe Rai impegnata a Crans-Montana in una copertura sui drammatici eventi di Capodanno. L’episodio evidenzia rischi concreti sul campo e la necessità di preservare la libertà di informare, anche in contesti di forte emozione pubblica e tensione locale. L’attenzione resta focalizzata sui fatti accaduti e sulle risposte delle istituzioni.
aggressione a troupe rai a crans-montana
Una giornalista e un collega erano a lavoro quando un episodio di violenza ha interrotto le riprese. Frantiche le immagini: l’intervento di una persona vicina ai proprietari di Le Constellation ha colpito la giornalista Francesca Crimi con dell’acqua gelida, mentre si trovavano all’aperto con temperature attorno ai -10 gradi. L’uomo ha poi azionato una pompa d’acqua, bagnando completamente la reporter durante la situazione di documentazione.
dettagli sull’episodio
Secondo quanto riferito, l’aggressione ha avuto luogo intorno alle 17.30, in un contesto di incidente pubblico che accompagnava la cronaca. L’obiettivo era una verifica visiva della situazione senza alcuna intenzione di provocare danni, ma l’episodio ha evidenziato un clima difficile per i giornalisti presenti sul posto.
testimonianze sul posto
Durante un collegamento in diretta, l’inviato di 1 Mattina News ha descritto un episodio distinto ma collegato: davanti a uno dei ristoranti dei coniugi Moretti, è apparso un veicolo che ha accelerato provocando tensezza. Tre persone sono scese dall’auto, hanno insultato i presenti e hanno iniziato a minacciare l’équipe e il lavoro degli italiani presenti. A quel punto sono intervenute altre sette persone, che hanno circondato l’auto e colpito lo specchietto e la carrozzeria. Le immagini mostrano un forte inasprimento della situazione.
Marocchi ha ricordato anche un precedente: un gruppo di colleghi di un quotidiano svizzero di lingua tedesca era stato allontanato da denunce e minacce, ma non si erano verificati episodi di violenza. L’indagine continua per ricostruire l’insieme degli avvenimenti, mantenendo l’attenzione sull’operato dei giornalisti presenti e sulla dinamica degli eventi davanti al ristorante indicato dal cartello di chiusura.
reazioni istituzionali e commenti
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha commentato l’accaduto affermando che non si devono permettere intimidazioni contro la stampa. In un post su X, Tajani ha annunciato di aver chiesto all’ambasciata italiana in Svizzera di sensibilizzare le autorità sulla necessità di maggiore attenzione e sorveglianza. L’auspicio espresso riguarda la continuità della libertà di informare, nel rispetto dei sentimenti legittimi, senza che episodi di violenza offuschino la copertura giornalistica.
nominativi presenti
Nel corso della cronaca emergono riferimenti a figure professionali coinvolte nella protesta e nella copertura:
- Milo Infante
- Domenico Marocchi
- Antonio Tajani
- Jacques Moretti
- coniugi Moretti