Vincitori del Torino Film Festival 2025: l'edizione dedicata a Marilyn Monroe
la chiusura della 43ª edizione del Torino Film Festival ha messo in luce una programmazione variegata, capace di esplorare temi contemporanei con una critica serrata al presente. il trionfo è stato assegnato a Morgan Knibbe per The Garden of Earthly Delights, Johan regista olandese, che racconta la storia di due bambini costretti a tollerare condizioni estreme. l’evento ha confermato una vocazione all’analisi delle realtà globali e delle dinamiche sociali, offrendo una cornice ideale per il confronto tra opere di forte impatto poetico e documentario. per il 2026 la retrospettiva sarà dedicata al mito di marilyn monroe nel centenario della nascita, annunciando un legame tra icona del cinema e nuove prospettive di valorizzazione storico-culturale.
- antonio banderas
- juliette binoche
- jacqueline bisset
- spike lee
- vincent lindon
- sergio castellitto
concorso lungometraggi
la giuria, guidata dalla sceneggiatrice ippolita di majo, comprendeva anche lolita chammah (francia), wannes destoop (belgio), sergei loznitsa (ucraina) e giona nazzaro (italia). il premio per il miglior film è andato a The Garden of Earthly Delights, opera che esplora la realtà di una famiglia coinvolta in dinamiche di sfruttamento. la giuria ha inoltre assegnato riconoscimenti speciali e premi di sceneggiatura, selezionando opere capace di intensificare la riflessione etica attraverso la narrazione.
– premio speciale a Ida Who Sang So Badly Even the Dead Rose Up and Joined Her in Song di Ester Ivakič; miglior sceneggiatura a Ailleurs la nuit di Marianne Métivier; migliori performance attribuite alle attrici Sadie Scott () e Maria Wróbel (Que ma volonté soit faite).
con la naturalezza del confronto tra opere di finzione e indagine documentaria, il festival ha presentato una selezione varia e provocatoria, testimoniata dalla presenza di autori e interpreti di rilievo internazionale durante l’intera rassegna.
concorso documentari e cortometraggi
la giuria dedicata al documentario è stata presieduta da giovanna gagliardo e ha premiato Seeds di brittany shyne per la capacità di raccontare visivamente la vita quotidiana di una comunità afroamericana, sottolineando la lotta contro l’ipocrisia normativa. il premio speciale è stato attribuito a Coexistence, My Ass! di amber fares, per la sensibilità ironica con cui affronta temi di disuguaglianza e conflitti israelo-palestinesi. resta significativo anche il riconoscimento a Bobò di pippo delbono, definito una celebrazione dell’amicizia tra il regista e un uomo sordomuto cresciuto al di fuori delle convenzioni.
nella sezione cortometraggi, è stato incoronato What Have You Done, Zarina? di camila sagyntkan, per la capacità di trattare con delicatezza temi sensibili legati all’esperienza di una giovane madre. hanno ricevuto inoltre un Premio speciale 175 di sepehr nosrati e una Menzione per Fin di ward kayyal, opere che hanno mostrato una notevole intensità narrativa e scenografica.
premio fipresci
il riconoscimento della fipresci è andato a The Anatomy of the Horses, opera d’esordio di daniel vidal toche, descritta come un’esplorazione poetica della cultura indigena attraverso una sensibilità realistica, con forti richiami al realismo magico e a una visione di rivoluzione come azione collettiva.
in questa cornice, il festival ha progressivamente consolidato una vocazione internazionale e critica, offrendo un palcoscenico strategico per autori emergenti e figure consolidate del cinema contemporaneo.
tutti i premi
concorso lungometraggi: miglior film a The Garden of Earthly Delights – Morgan Knibbe; premio speciale a Ida Who Sang So Badly Even the Dead Rose Up and Joined Her in Song – Ester Ivakič; miglior sceneggiatura a Ailleurs la nuit – Marianne Métivier; migliori performance: Sadie Scott (Fucktoys), Maria Wróbel (Que ma volonté soit faite).
concorso documentari: miglior film a Seeds – Brittany Shyne; premio speciale a Coexistence, My Ass! – Amber Fares; menzione speciale a Bobò – Pippo Delbono.
concorso cortometraggi: miglior film a What Have You Done, Zarina? – Camila Sagyntkan; premio speciale a 175 – Sepehr Nosrati; menzione speciale a Fin – Ward Kayyal.
premio fipresci: The Anatomy of the Horses – Daniel Vidal Toche, per l’interpretazione di una cultura indigena attraverso una cornice realistica e metaforica.