UE approva nuovi fondi per il riarmo, M5S e Lega votano contro
Un nuovo orientamento nelle risorse europee consente di destinare una quota maggiore di fondi alle attività legate alla difesa, integrando gli investimenti già esistenti con criteri di finanziamento rivisti. Si tratta di un passaggio chiave per dare impulso al piano Readiness 2030, comunemente noto come ReArm Europe, approvato dall’Europarlamento con una cornice legislativa definita insieme al Consiglio.
più fondi europei per il riarmo: modifiche ai criteri di finanziamento
La normativa adottata definitivamente permette un impiego ampliato delle risorse UE per investimenti nel settore della difesa, modificando i parametri di accesso ai programmi esistenti come la piattaforma per le tecnologie strategiche per l’Europa (Step), Horizon Europe, il Fondo europeo per la difesa, Europa digitale e il Meccanismo per collegare l’Europa (Cef). Tra le novità principali emerge la possibilità di includere progetti dual use all’interno del programma di ricerca Horizon, ovvero applicazioni civili con potenziali impieghi militari. Le tecnologie legate alla difesa entrano come quarto settore strategico della Step, con aperture a favore di PMI, startup e imprese di piccola e media capitalizzazione.
cosa cambia per i programmi europei
Il corpo normativo vigente permette di reindirizzare risorse verso programmi esistenti, estendendo il sostegno a iniziative legate alle tecnologie della difesa e facilitando l’accesso alle risorse per le imprese innovative, comprese le realtà meno strutturate. In tal modo si mira a rafforzare la capacità tecnologica europea, mantenendo al centro la competitività industriale e l’autonomia strategica.
infrastrutture per la mobilità militare
La legislazione amplia anche il finanziamento di infrastrutture di trasporto a duplice uso all’interno del Cef, includendo corridoi destinati alla mobilità militare. La Commissione può definire condizioni legate all’origine delle attrezzature, beni e servizi impiegati. Nel corso dei negoziati, l’Europarlamento ha esteso l’obiettivo di aumentare la resilienza contro attacchi ibridi e ingerenze esterne, ottenendo un maggiore supporto per l’industria della difesa ucraina e assicurando la partecipazione all’Edf.
la votazione e le posizioni politiche italiane
La decisione è stata approvata con una maggioranza consistente: 519 voti favorevoli, 119 contrari e 25 astensioni. In ambito nazionale, gli interpreti politici hanno espresso posizioni divergenti: il favore è venuto da esponenti di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Partito Democratico (con l’eccezione di alcune firme). I dissensi hanno riguardato il Movimento 5 Stelle e la Lega.
Nel gruppo di partecipanti di area pro-UE, tra i nomi che hanno espresso sostegno figurano anche esponenti di Alleanza Verdi-Sinistra, tra cui Ignazio Marino e Leoluca Orlando, mentre tra i contrari figurano Benedetta Scuderi e Ilaria Sali.
Nell’analisi dei dati di voto e delle posizioni espresse, sono stati indicati anche ulteriori nomi associati ai partiti coinvolti, confermando una dinamica articolata tra i gruppi politici europei e le loro risposte al piano.
Nominativi menzionati nel testo:
- Ignazio Marino
- Leoluca Orlando
- Benedetta Scuderi
- Ilaria Salis
- Cecilia Strada
- Marco Tarquinio
