Supercoppa a Riad: il calcio non può essere senza tifosi e solo denaro

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Supercoppa a Riad: il calcio non può essere senza tifosi e solo denaro

La Supercoppa italiana si gioca a Riyad, consolidando una formula a quattro che comprende semifinali e finale, con la partecipazione della seconda classificata di Serie A e della finalista di Coppa Italia. L’evento, ospitato all’Al-Awwal Park, incrocia interessi sportivi, economici e di immagine, generando un dibattito acceso tra sostenibilità del calcio e temi etici.

supercoppa italiana in arabia saudita: formula, accordi e numeri

La gestione della competizione è stata rinnovata nel tempo: dalla stabilità dell’evento all’estero, si è passati a una final four che vede semifinali e finale disputate in una sede unica. L’ultimo accordo tra la Lega Serie A e il Public Investment Fund (PIF) è stato rinnovato nel maggio 2025 per altre quattro edizioni, fino al 2028, con un valore complessivo di 92 milioni di euro. Le entrate previste per la Lega si aggirano su 23 milioni di euro all’anno, versati dai sauditi per ospitare la manifestazione. Tali dati indicano motivazioni economiche che sostengono una scelta mirata a garantire una maggiore redditività in una cornice di sostenibilità del sistema.

Le ragioni contrarie si concentrano sui valori tradizionali del calcio, tra partecipazione popolare, rispetto delle regole e attenzione alle implicazioni etiche: la critica verte sulla necessità di non sacrificare questi principi al mero guadagno. Il dibattito attraversa anche la dimensione internazionale, con posizioni condivise tra parte del tifo organizzato e osservatori del movimento sportivo.

reazioni dei tifosi e temi etici

Le proteste dei sostenitori italiani si sono espresse contro quella che viene percepita come mercificazione del calcio, segnalando l’assenza della maggioranza delle tifoserie dall’evento. In Arabia Saudita non saranno presenti gli stadi italiani in maniera gratuita: l’iniziativa prevede 180 tifosi italiani invitati (45 per squadra) con costi di trasferta interamente coperti dalla Lega. La scelta è stata intesa da alcune pro loco come un gesto alimentato dalle logiche di profitto, ma non risolve le perplessità sulla missione simbolica dell’evento all’estero.

Sul piano dei diritti umani, l’attenzione è centrata sull’uso sportivo come veicolo di immagine per un Paese che ha caratteristiche specifiche in materia di libertà e sanzioni. La discussione è accompagnata da riflessioni pubbliche su come un grande evento sportivo possa influire sul modo in cui si racconta la realtà di un territorio, con attenzione alle osservazioni di ONG e personalità pubbliche che hanno espresso posizioni critiche.

protagonisti nel dibattito

Nel contesto della discussione emergono riferimenti a una personalità pubblica particolarmente presente nel dibattito, con ruoli significativi nel panorama sportivo e sociale.

  • Riccardo Cucchi — voce Rai storica di "Tutto il calcio minuto per minuto", presidente del premio "Sport e diritti umani"

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