Servizi ecosistemici in Alta Valtellina: foreste e ghiacciai a confronto
Un impegno concreto per le risorse idriche, gli ambienti montani e la biodiversità dell'Alta Valtellina prende forma attraverso interventi di bonifica, riforestazione e monitoraggio dei servizi ecosistemici. Un approccio basato su dati scientifici, collaborazioni accreditate e una pianificazione pluriennale mira a rafforzare la resilienza degli ecosistemi alpini dopo l’evento Vaia del 2018, con risultati iniziali che indicano benefici tangibili per foreste, suolo, acqua e turismo.
sanpellegrino e la tutela delle acque alpine in alta valtellina
Il Gruppo Sanpellegrino si è posto l’obiettivo di tutelare le acque minerali e gli habitat montani, coordinando interventi di bonifica, rimboschimento e misure di bioingegneria del suolo per ridurre caduta di massi ed erosione. Le attività, avviate nel 2023, si incentrano su un programma che si estenderà fino al 2027 con una successiva fase di gestione dal 2028 al 2033, finalizzata a preservare il bosco rigenerato e a rafforzare i servizi forniti dall’ecosistema.
interventi di bonifica, rimboscimento e bioingegneria del suolo
In seguito al danno causato dall’evento Vaia, la superficie forestale danneggiata nel Comune di Valdisotto ammonta a circa 115 ettari, con la perdita di oltre 28mila metri cubi di legname. Le prime fasi operative hanno interessato 51 ettari di bosco, includendo 18 ettari di recupero di alberi schiantati o colpiti dal parassita, 9 ettari di rimboschimenti e 24 ettari di interventi preventivi. Sono stati rimossi 4.500 metri cubi di legname compromesso e sono stati piantati 15mila alberi, appartenenti a otto specie differenti. Questi interventi mirati favoriscono la stabilità del suolo e la riattivazione dei cicli idrologici.
casette-nido e tutela della biodiversità ornitologica
Un ulteriore impegno riguarda la biodiversità: nell’ambito delle opere Sanpellegrino è stato realizzato il progetto delle casette-nido in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano, il Consorzio Forestale dell’Alta Valtellina e il Parco Nazionale dello Stelvio. Sono state installate 40 casette-nido per la cincia nera, monitorate tramite 50 punti di ascolto che hanno già permesso di osservare le prime covate. Inoltre, sono state predisposte 10 casette-nido dedicate alla civetta nana, specie protetta che abita le zone di alta quota.
ghiacciai, criosfera e servizi ecosistemici
La partnership storica con l’Università degli Studi di Milano ha portato alla realizzazione del primo catasto dei ghiacciai alpini, con dati sui 903 ghiacciai presenti nelle montagne interessate. Le attività, avviate dal bacino Dosdè-Piazzi da cui sgorga Levissima e intensificate dal 2014 con il ghiacciaio dei Forni nel Parco Nazionale dello Stelvio, hanno dato seguito a un programma di studio della criosfera. L’obiettivo è comprendere i meccanismi climatici e idrologici che incidono sulla disponibilità idrica e sull’equilibrio ambientale.
dichiarazioni e prospettive di sviluppo
La protezione dei territori fonte di acque minerali rimane una parte integrante dell’impegno, con un dinamismo scientifico volto a rigenerare i cicli idrologici e gli ecosistemi locali. Le partnership con istituzioni e realtà territoriali hanno favorito una visione integrata per nuove collaborazioni destinate a sviluppare soluzioni innovative per le sfide future. Le attività di monitoraggio, la ricerca sui servizi ecosistemici e le operazioni di gestione forestale puntano a tradurre in benefici concreti la tutela della biodiversità e la stabilità economica delle comunità alpine.
principali protagonisti
- Ilenia Ruggeri, direttore generale del Gruppo Sanpellegrino
- Franco Claretti, direttore del Parco Nazionale dello Stelvio
- Michele Franzini, dottore forestale del Consorzio Forestale Alta Valtellina
- Antonella Senese, Università degli Studi Milano