Scoperta truffa telefonica a Santa Croce sull'Arno, coinvolte 17 persone
Una rete criminale operava nel territorio tra Santa Croce sull’Arno e comuni limitrofi, impiegando la tecnica dello smishing per sottrarre credenziali di accesso ai servizi di home banking e, di conseguenza, dissangiare i conti correnti delle vittime. Le indagini dei Carabinieri hanno identificato una centrale di truffe telematiche specializzata in questo metodo, con diciassette persone attualmente indagate e una serie di perquisizioni che hanno consentito di acquisire elementi utili a ricostruire l’operatività e il flusso di denaro.
smishing: dinamiche operative e vittime
Il sistema si basava sull’invio di SMS falsi provenienti da utenze apparentemente inesistenti, progettati per persuadere le vittime a fornire le credenziali del proprio home banking. Una volta ottenuti i dati, i criminali avrebbero proceduto al svuotamento dei conti: il denaro veniva inizialmente trasferito su conti intestati a cittadini campani tra Napoli e Salerno, per poi spostarsi in gran parte su conti esteri in Belgio e Lussemburgo, configurando percorsi internazionali del flusso finanziario. Le vittime sono state selezionate casualmente sul territorio nazionale; i messaggi venivano inviati da soggetti residenti tra Fucecchio, Empoli e Santa Croce sull’Arno. L’organizzazione ha fatto affidamento a centinaia di SIM intestate a cittadini stranieri, principalmente pakistani, per distribuire gli SMS truffa.
smishing: movimenti di denaro e percorsi internazionali
Il procedimento ha evidenziato un flusso di denaro che ha superato i 90 mila euro, con trasferimenti iniziali verso conti campani e successivi movimenti verso conti esteri in Belgio e Lussemburgo. Alcuni conti risultavano legati a società gestite da altri soggetti campani, configurando una rete organizzata capace di facilitare l’occultamento delle somme sottratte. L’indagine ha messo in luce l’esistenza di una struttura in grado di orchestrare il passaggio del denaro attraverso strumenti di pagamento e canali di trasferimento, amplificando l’efficacia dell’inganno.
smishing: interventi delle forze dell’ordine e sequestri
Durante le operazioni, i militari hanno sequestrato numerose carte prepagate Postepay Evolution, intestate a persone fittizie, impiegate come primo anello del trasferimento del denaro. Sono state inoltre eseguite perquisizioni nell’immobile utilizzato dalla centrale, abitato da un 39enne pakistano, e in due negozi di telefonia gestiti da cittadini pakistani. In questi immobili sono state sequestrate apparecchiature tecnologiche e 685 schede SIM impiegate per l’invio degli sms fraudolenti, confermando l’organizzazione e l’ampiezza dell’operazione.
