Sciopero a Vinci: 18 lavoratori in somministrazione non stabilizzati

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Sciopero a Vinci: 18 lavoratori in somministrazione non stabilizzati

Il 18 dicembre si è svolta una mobilitazione davanti ai cancelli delle Industrie Bitossi, a Vinci, promossa dai lavoratori del Gruppo Colorobbia in relazione alla mancata stabilizzazione di una quota significativa di personale in somministrazione. La protesta ha coinvolto anche dipendenti diretti, evidenziando tensioni sul tema della continuità occupazionale e delle prospettive di radicamento all’interno dello stabilimento.

colorobbia: contesto e motivazioni

La situazione riguarda 18 lavoratori in somministrazione sui 50 dipendenti presenti nell’azienda. Secondo un accordo raggiunto a settembre, la stabilizzazione doveva partire da gennaio 2026 e seguire il criterio dell’anzianità. A fine novembre, tuttavia, la direzione ha comunicato di non poter stabilizzare tutti e 18 i lavoratori, rinviando la valutazione sugli altri.

Il percorso concordato prevedeva inizialmente la stabilizzazione degli operatori entrati nel 2020 e, successivamente, degli altri in ordine di anzianità. L’impossibilità dichiarata dall’azienda ha determinato lo stato di agitazione con 16 ore di sciopero, di cui 8 ore già svolte.

percorso concordato e situazione aziendale

La direzione ha indicato che non sarebbe stata in grado di rispettare l’impegno iniziale, portando i sindacati a chiedere un atto di confronto e a chiedere una ripresa delle trattative basata sugli accordi di settembre. Si sottolinea che i lavoratori in somministrazione occupano un ruolo strutturale nel ciclo produttivo e non sono considerati sostituti temporanei.

colorobbia: sviluppo della mobilitazione

La mobilitazione è partita giovedì, coinvolgendo oltre ai lavoratori in somministrazione anche un numero consistente di dipendenti diretti. Un clima di forte solidarietà ha accompagnato la manifestazione davanti all’ingresso dello stabilimento, con una partecipazione che ha evidenziato l’attaccamento al lavoro e la necessità di certezze occupazionali per permettere un radicamento all’interno dell’azienda.

dinamiche e partecipazione

Nel corso della protesta è emersa la convinzione che la questione non riguardi solo l’immediata stabilizzazione, ma anche le condizioni contrattuali e le prospettive di lungo periodo per chi lavora da tempo nell’organizzazione. Si è ribadita la necessità di partire dagli accordi raggiunti a settembre per avviare una soluzione condivisa.

colorobbia: posizioni delle parti sociali

Secondo Sergio Luschi della Filctem Cgil, i lavoratori interessati sono lavoratori strutturali per l’andamento del ciclo produttivo, non semplici sostituti in ferie o malattia. Mattia Chiosi della Cgil Firenze ha aggiunto che alcuni di questi lavoratori lavorano in azienda dal 2020, il che ha impedito loro di compiere investimenti significativi, come l’accesso a un mutuo, poiché mancano le certezze necessarie per radicarsi.

La posizione comune è di riprendere il dialogo, ma con riferimento agli accordi di settembre e con la volontà di avviare una stabilizzazione progressiva secondo i criteri concordati inizialmente.

colorobbia: effetti sui lavoratori e sul ciclo produttivo

Gli interlocutori hanno sottolineato che la presenza di lavoratori in somministrazione da anni influisce sull’andamento produttivo e sulla stabilità del tessuto lavorativo. La discussione verte sulla possibilità di assicurare certezze occupazionali a chi è impiegato da tempo e di allineare le aspettative dei lavoratori con le politiche aziendali relative al personale.

figure di riferimento

  • Sergio Luschi – Filctem Cgil
  • Mattia Chiosi – Cgil Firenze
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