Salute femminile: disuguaglianze sociali e nuove prospettive terapeutiche
Un testo che propone una riflessione dinamica e qualificata sulla salute femminile, superando schemi consolidati e offrendo una prospettiva integrata tra biologia, psiche e contesto sociale. Rita Biancheri, sociologa e docente in passato all’università di Pisa, analizza l’invisibilità della donna nella medicina e suggerisce una cornice di genere capace di guidare pratiche sanitarie più rispettose dei bisogni reali. Il volume, pubblicato nel 2025 da Edizioni ETS nella collana Potenziali della Conferenza Nazionale degli Organismi di Parità delle Università Italiane, intreccia conoscenze mediche con approcci delle scienze umane per restituire la complessità della persona.
salute delle donne tra biologia e cultura: il paradosso di genere
Lo studio parte dall’osservazione che farmaci, protocolli e percorsi diagnostici siano stati costruiti su un modello maschile, generando un paradosso di genere che influisce sulla percezione e sull’esito delle patologie femminili. Questa invisibilità nasce da una visione androcentrica, per cui le donne non sono considerate soggetti diversi, ad eccezione dell’apparato riproduttivo. Le conseguenze includono ritardi diagnostici e possibili esiti negativi nel percorso terapeutico, dovuti al fatto che la pratica clinica si muove ancora lungo linee guida prevalentemente orientate al sesso maschile.
salute come benessere bio-psico-sociale
La trattazione propone una concezione di salute come benessere bio-psico-sociale, in cui le conoscenze mediche si integano con le scienze umane per riconoscere la persona nella sua interezza. In questa cornice, la malattia non è un fatto isolato di tipo tecnico o biologico, ma si intreccia con biografia e contesto sociale, chiedendo un ascolto ampliato della persona e delle sue storie.
strumenti diagnostici e cartella clinica parallela
Per avanzare verso una sanità più equa, l’autrice propone l’introduzione di nuovi strumenti diagnostici e di una cartella medica parallela che completi l’anamnesi tradizionale con l’ascolto attivo della paziente. In questa logica, la malattia è vista come combinazione di elementi biologici, biografici e sociali, richiedendo approcci diagnostici in grado di captare la diversità delle esperienze di salute tra uomini e donne.
cornice teorica per l’equità in sanità
La trattazione mira a superare le barriere disciplinari, collegando studi di genere e il concetto olistico di salute. Attraverso questa cornice, l’opera mette in luce condizioni esistenziali diseguali, la presenza di un gap di genere e i mancati diritti ancora da garantire, offrendo una chiave per comprendere il frailty-longevity paradox.
