Rischi della tintarella invernale: il parere della dermatologa

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Rischi della tintarella invernale: il parere della dermatologa

La scelta di una tintarella continua a essere una pratica diffusa, anche in stagioni fredde. Le evidenze scientifiche, però, indicano un rischio concreto legato all’uso dei lettini abbronzanti: radiazioni ultraviolette concentrate che aumentano la probabilità di danni alla pelle e di tumori cutanei.

esposizione ai raggi uv e rischi per la pelle

I lettini abbronzanti sono stati classificati come cancerogeni certi dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, a causa dell’esposizione ripetuta e intensa ai raggi UV. Questo tipo di esposizione è associato a un incremento del rischio di melanoma e di altri tumori cutanei, soprattutto quando avviene in età giovane o con regolarità.

Il melanoma è un tumore maligno della pelle, tra i più pericolosi per la sua capacità di crescere rapidamente, invadere i tessuti vicini e diffondersi. In Italia, domina come secondo tumore più frequente nei maschi sotto i 50 anni e come terzo nelle femmine della stessa fascia età. L’esposizione solare intensa e intermittente viene considerata un fattore causale: i raggi UV causano mutazioni nei melanociti, cellule responsabili della produzione di melanina, e l’abbronzatura rappresenta una risposta dell’organismo a un danno al DNA provocato dai raggi UV.

Lo stesso quadro si complica con la constatazione che una risposta del DNA danneggiato si traduce in mutazioni geneticamente significative nei melanociti. L’esposizione prolungata ai lettini abbronzanti accelera questo processo, contribuendo a un accumulo di cambiamenti genetici nella pelle.

Uno studio recente ha individuato che i pazienti giovani che hanno fatto uso intenso di solarium presentano quasi il doppio delle mutazioni nei melanociti rispetto ai non utilizzatori della stessa età, e simili a quelli di età molto maggiore. In pratica, chi usa i lettini abbronzanti mostra un rischio maggiore di melanoma sia in confronto ai coetanei non esposti sia rispetto agli individui più anziani non esposti.

studio genetico sui melanociti e rischi associati

Questa ricerca fornisce una spiegazione molecolare dell’associazione tra utilizzo di lettini abbronzanti e incremento del rischio di melanoma, evidenziando un danno biologico non trascurabile nei melanociti dei giovani utenti. L’accumulo di mutazioni è indicativo di un danno al DNA che va oltre l’invecchiamento precoce della pelle e pone l’accento sulla gravità dell’esposizione ripetuta ai raggi UV.

impatto sulla salute pubblica e orientamenti futuri

I risultati rafforzano l’esigenza di rivedere l’uso dei dispositivi UV e di promuovere misure preventive efficaci, in particolare tra i giovani. L’educazione sull’uso corretto della protezione solare, la sensibilizzazione sui rischi e la possibile limitazione delle opzioni di abbronzatura artificiale sono elementi chiave per ridurre l’incidenza del melanoma e di altri tumori della pelle.

la dottoressa Luisa Sarno, medico chirurgo e specialista in Dermatologia e Venereologia, sottolinea l’importanza di riconoscere il legame tra esposizione UV e danno genetico nei melanociti, evidenziando come la prevenzione sia lo strumento principale per la salute della pelle.

personaggi citati nel testo:

  • Luisa Sarno — dottoressa, medico chirurgo, specialista in Dermatologia e Venereologia, Istituto Dermoclinico Vita Cutis
Categorie: Salute

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