Prepararsi alla guerra ibrida: la pace è finita

• Pubblicato il • 3 min
Prepararsi alla guerra ibrida: la pace è finita

L contesto internazionale è caratterizzato da minacce ibride e tensioni crescenti, spingendo l’Unione europea a ridefinire la propria strategia di difesa. Il focus è sull’autonomia di sicurezza, sull’accelerazione del riarmo e sul rafforzamento del sostegno all’Ucraina, con una spinta a tecnologie avanzate e a una produzione capace di rispondere alle sfide contemporanee.

difesa europea e riarmo: una svolta strategica

Ursula von der Leyen ha tracciato una cornice in cui la stabilità del passato non basta più: l’Europa deve contare su se stessa, sviluppare nuove capacità e rispondere con strumenti concreti a una guerra ibrida che comprende attacchi informatici, disinformazione e incursioni nello spazio aereo, con la possibilità di ricorrere alle forze convenzionali.

In vista del Consiglio europeo del 18 e 19 dicembre, emerge una direzione chiara: implementare nuove capacità belliche e rafforzare la funzione difensiva dell’Europa per fronteggiare scenari evoluti. La gestione degli asset russi congelati rimane decisiva per definire il sostegno a Kiev e le modalità di intervento comune.

investimenti e capacità innovative

La retorica ufficiale sottolinea una trasformazione delle risorse: dopo decenni di investimenti insufficiente, si registra una fase di crescita significativa nelle spese per la difesa. Nel Fondo per la difesa sono stati investiti 8 miliardi di euro nell’ultimo decennio, e si prevede di attivare fino a 800 miliardi di investimenti entro il 2030. Il programma Safe riscuote successo, con la domanda da parte di 19 Stati membri che ha superato i 150 miliardi di euro sul tavolo.

Questo impulso mira a fornire tecnologie all’avanguardia e a promuovere una produzione di massa rapida nel contesto di una competizione globale aperta. L’obiettivo è creare una base industriale capace di supportare la difesa europea, con impatti positivi sull’occupazione e sull’economia.

indipendenza energetica e resilienza economica

Nel quadro europeo, la difesa si collega a una nuova era di indipendenza energetica dall’energia proveniente dalla Russia. Si punta a eliminare i combustibili fossili russi nel giro di alcuni anni e a ridurre progressivamente la dipendenza dalle forniture esterne, inclusi gasdotti e fonti importate. Parallelamente, si sottolinea la necessità di un ripensamento della dipendenza dal gas naturale liquefatto proveniente da altre realtà, al fine di garantire stabilità e sicurezza agli approvvigionamenti.

beni russi congelati e sostegno all’Ucraina

Per quanto riguarda il sostegno a Kiev, la questione finanziaria rimane cruciale. Le stime indicano un fabbisogno per gli anni 2026 e 2027 nell’ordine di circa 137 miliardi di euro, con l’Europa che dovrebbe coprire circa due terzi della somma, ovvero intorno ai 90 miliardi. Un passo decisivo riguarda la gestione dei beni russi congelati, che rimarranno immobilizzati finché non si deciderà diversamente, e finché la Russia non porrà fine alla guerra e non risarcirà i danni causati all’Ucraina. Parallelamente, si mantiene alta l’urgenza di definire le modalità di sostegno finanziario a Kiev nel breve e medio periodo, in linea con l’evoluzione della situazione sul terreno e con gli impegni assunti dalle istituzioni europee.

figure chiave della discussione

Tra i protagonisti principali della discussione resta centrale Ursula von der Leyen, figura di riferimento nelle decisioni sul riarmo, sulla gestione delle risorse e sull’individuazione di nuove fonti di finanziamento per la difesa.

  • Ursula von der Leyen
Von der Leyen: “La pace è finita, prepararsi alla guerra ibrida. Nessuna alternativa, è un mondo pericoloso di predatori”

Per te