Pfas indeboliscono la risposta immunitaria nei bambini dopo il vaccino

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Pfas indeboliscono la risposta immunitaria nei bambini dopo il vaccino

Una prospettiva recente su effetti dei PFAS sul sistema immunitario fornisce elementi concreti su come l’esposizione possa influire sulla risposta alle vaccinazioni. Il lavoro di laboratorio conferma meccanismi cellulari che spiegano, in modo diretta, la ridotta efficacia vaccinale osservata in bambini esposti a queste sostanze.

pfas e immunità: effetti sui linfociti b

I PFAS sono inquinanti persistenti presenti a livello globale, caratterizzati da una stabilità chimica notevole. Le agenzie sanitarie internazionali hanno identificato come effetto più solido e rilevante dell’esposizione umana la riduzione della risposta vaccinale in età pediatrica. In diverse zone del Nord Europa e degli Stati Uniti, i bambini che vivono in contesti con elevata contaminazione mostrano anticorpi inferiori dopo i richiami per tetano, difterite, morbillo e altre vaccinazioni di routine. Nonostante la robustezza delle evidenze epidemiologiche, fino ad ora mancava una dimostrazione sperimentale diretta dei meccanismi cellulari responsabili di tali effetti.

lo studio sull'impatto del pfoa sui linfociti b

Lo studio ha analizzato in vitro il comportamento dei linfociti B, cellule chiave nella produzione di anticorpi. Autori hanno ottenuto campioni da sette donatori sani e non esposti in precedenza ai PFAS, isolando i linfociti B per esporli al PFOA e valutare le funzioni cellulari in assenza di fattori ambientali confondenti. L’indagine ha seguito l’evoluzione delle risposte cellulari per quasi due anni, da giugno 2024 a ottobre 2025, concentrandosi su proliferazione, attivazione e maturazione in risposta a stimoli fisiologici.

risultati principali

Gli linfociti B esposti al PFOA hanno mostrato una ridotta capacità di attivarsi, una proliferazione inferiore e un rallentamento dei processi di maturazione. Le conseguenze si traducono in una produzione complessiva di anticorpi inferiore, con un impatto particolarmente significativo sulle immunoglobuline IgG. La diminuzione della produzione anticorpale si aggira tra il 30% e il 45%, valore che corrisponde ai livelli riscontrati nelle popolazioni di bambini esposti a PFAS e corroborano un legame biologico tra esposizione e minore efficacia vaccinale.

interferenze sulle cellule responsabili della risposta umorale

Il lavoro, condotto dai professori Carlo Foresta e Francesco Cinetto dell’Università di Padova, in collaborazione con Luca De Toni e Andrea Di Nisio, indica che il PFOA interferisce direttamente con le cellule responsabili della produzione di anticorpi, alterando meccanismi chiave della risposta immunitaria umorale. Secondo il professor Foresta, lo studio rappresenta un passo avanti decisivo nella comprensione del legame tra esposizione ai PFAS e l’attenuazione dell’immunità vaccinale. La perfetta sovrapposizione tra la riduzione anticorpale osservata in vitro e quella documentata nelle ricerche epidemiologiche rafforza l’idea di un rischio reale per la salute dei bambini esposti a PFAS e non una semplice ipotesi teorica.

Questi risultati forniscono una base biologica diretta per interpretare le osservazioni epidemiologiche, evidenziando un possibile meccanismo attraverso il quale l’esposizione ai PFAS può contribuire a una risposta vaccinale meno robusta nei soggetti infantili.

persone chiave coinvolte nello studio

  • Carlo Foresta
  • Francesco Cinetto
  • Luca De Toni
  • Andrea Di Nisio
Svelato il meccanismo col quale i Pfas riducono gli anticorpi nei bambini vaccinati. Lo studio
Categorie: Salute

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