Pasta del futuro: il centro Barilla che rivoluziona la produzione con la stampa 3D
Costruito accanto al molino e al pastificio di Parma, il Barilla Innovation & Technology Experience (BITE) funge da epicentro di innovazione per l’intero gruppo, guidando l’evoluzione dalla scelta delle materie prime ai prodotti che arriveranno sugli scaffali tra anni. In un ambiente che richiama un campus tecnologico, la pasta viene reinterpretata come progetto di ingegneria, come esperienza sensoriale e persino come oggetto stampabile in 3D, offrendo una visione concreta di ciò che cambierà nel gusto, nelle forme e nelle modalità di consumo.
barilla innovation & technology experience: dimensioni, team e investimenti
Il centro si estende su 14.000 metri quadri complessivi, di cui circa 9.000 mq sono dedicati agli impianti pilota e ai test di processo. Sono circa 200 professionisti tra tecnologi alimentari, ingegneri, agronomi, food designer, chef e assaggiatori esperti. Inoltre, si registra la partecipazione di 84 collaborazioni scientifiche con università e centri di ricerca nel mondo, tra cui Parma, Wageningen, Federico II di Napoli, CNR e TNO. Ogni anno 30 giovani talenti affrontano percorsi formativi e professionali, tra dottorandi, stagisti e ricercatori. L’investimento complessivo supera i 20 milioni di euro, a indicare una direzione chiara: guidare il futuro del cibo piuttosto che inseguirlo.
design thinking e progettazione
In questa area si analizzano stili di vita, tendenze alimentari ed esigenze nutrizionali emergenti per delineare scenari futuri. Il team comprende psicologi dei consumi, data analyst, designer e chef, con l’obiettivo di tradurre i cambiamenti nelle abitudini di consumo in soluzioni concrete e realizzabili.
cucine sperimentali
All’interno di due cucine, una dedicata alla pasta e una al bakery, nascono i prototipi di nuovi formati, nuove cotture e nuove ricette. Chef e tecnologi collaborano fianco a fianco per dare vita ai primi prototipi, che poi vengono sottoposti a panel sensoriali per i test di assaggio.
impianti pilota e linee sperimentali
Questa area conta 9.000 metri quadri di macchinari e linee di produzione in scala ridotta, con sistemi di controllo avanzati. Qui si stressano nuovi prodotti, si sperimentano diverse essiccazioni, si testano nuovi packaging e si validano ricette. L’ingegneria è guidata da R&D Process Engineer e da Data Analyst che sviluppano algoritmi per ottimizzare consumi energetici e qualità finali.
i “sensory food experts”
Gli assaggiatori professionisti sono veri e propri strumenti di misurazione: sei mesi di addestramento, quattro ore al giorno, per analizzare oltre 1.000 campioni all’anno di pasta, sughi, biscotti e prodotti da forno. Il loro lavoro genera una carta d’identità sensoriale per ogni prodotto, sintetizzando gusto, aromaticità, texture e parametri chimico-fisici; tutto per spiegare perché uno spaghetto sia efficace in termini di equilibrio e performance sensoriale.
barilla innovation & technology experience: pasta in 3d
La componente più visionaria del BITE è la stampa 3D di pasta. Barilla è impegnata in questa tecnologia da oltre dieci anni, collaborando con il centro di ricerca olandese TNO. Il principio è semplice: una cartuccia riempita di impasto (semola e acqua) viene estrusa strato dopo strato per creare forme impossibili con le tecniche tradizionali. Il risultato comprende formati geometrici mai visti, ravioli a contenitori per finger food, strutture cave di vario tipo e superfici progettate per trattenere le salse in modo diverso. La pasta 3D apre opportunità di prodotti più personalizzati, nutritivi e funzionali; è stata impiegata anche per creare pasta destinata agli astronauti, in grado di mantenersi stabile senza conservanti per lunghi periodi a temperatura ambiente. Si tratta di un esempio concreto di come tecnologia e quotidianità possano convivere, controllando tempi di cottura, consistenza e resa nutrizionale con una precisione mai vista prima.
barilla innovation & technology experience: impatto e prospettive
Entrando nel BITE si osserva una cucina del futuro ancorata a radici italiane: tecnologia e tradizione non si sostituiscono, ma si integrano per permettere una evoluzione controllata della pasta e dei prodotti da forno. L’obiettivo è ridurre i tempi dall’idea al prodotto finito: oggi la media è di due anni per uno sviluppo, ma per progetti particolarmente complessi il periodo può estendersi fino a dieci anni. L’integrazione di ricerca, sperimentazione e validazione in un unico luogo consente di accelerare processi, contenere costi e offrire soluzioni in linea con le nuove esigenze dei consumatori e dell’ambiente. L’investimento, superiore a 20 milioni di euro, sottolinea un impegno a lungo termine per guidare l’innovazione alimentare e definire nuove prestazioni della pasta nel contesto di una vita sempre più dinamica.


