Natale a tavola: la tradizione resiste, ma il caro vita frena la spesa (-5%)

• Pubblicato il • 3 min
Natale a tavola: la tradizione resiste, ma il caro vita frena la spesa (-5%)

Nel periodo delle festività, la tradizione gastronomica toscana dialoga con una prudenza di bilancio sempre più marcata. Le festività natalizie mostrano una volontà di celebrare con prodotti di qualità, ma al contempo una cautela crescente sui costi complessivi. Le indicazioni provengono da un sondaggio realizzato con IPSOS su un campione di circa mille consumatori, che fotografa due spinte convergenti: il desiderio di offrire tavole curate e l’attenzione a contenere la spesa.

spesa natalizia in toscana: tradizioni e budget

In Toscana la celebrazione resta un rito prevalentemente domestico: la maggioranza dei residenti passerà le feste a casa propria o presso familiari, con una conferma della centralità della famiglia nelle ricorrenze. La componente sociale resta presente, ma meno dominante rispetto al passato: una quota rilevante si ritrova con amici, mentre le uscite fuori casa rimangono meno frequenti. Le scelte alimentari privilegiano la tradizione: la Vigilia resta orientata al pesce, mentre il pranzo di Natale valorizza le carni, con preparazioni che variano tra province. I dolci si fondono tra torroni e specialità locali, a testimonianza di una gastronomia identitaria che resiste alle mode. L’approccio è all’insegna della qualità, ma con una ricerca attenta di offerte e di quantità adeguate.

Per quanto riguarda la spesa, la Vigilia resta il momento più oneroso: la spesa media per persona si attesta a 62,02 euro (rispetto a 66,31 euro nel 2024). Il pranzo del 25 dicembre registra una media di 57,42 euro per persona (rispetto a 60,79 euro nel 2024). In sintesi, la spesa media complessiva tra Vigilia e Natale si situa intorno a 119 euro per individuo.

Con un’analisi di lungo periodo emerge un quadro di contenimento: nel 2015 la spesa media complessiva per le feste ammontava a 99 euro, circa 20% in meno rispetto all’attuale. Considerando un’inflazione alimentare vicina al 34% nell’arco di dieci anni, l’equivalente a prezzi del 2015 si attesterebbe intorno a 79 euro.

Secondo Nico Gronchi, presidente di Confesercenti Toscana, l’inflazione ha assorbito una parte significativa della spesa natalizia, spingendo le famiglie a scegliere con maggiore oculatezza, confrontare prezzi e utilizzare offerte, pur mantenendo alta la qualità e l’identità delle tradizioni locali.

Nella cornice regionale resta evidente l’impegno per un Natale all’insegna della tradizione, senza rinunciare al gusto e all’eccellenza, ma con una gestione più mirata del budget e una maggiore attenzione alle offerte.

  • Nico Gronchi – presidente di Confesercenti Toscana

Riguardo alle configurazioni di feste nelle famiglie toscane, la ripartizione delle destinazioni resta fortemente inclinata al retrare la domesticità: la quota di chi festeggia a casa propria o da parenti si mantiene tra le più alte, con una presenza moderata di convivialità in case di amici e in locali pubblici, oltre a una porzione di popolazione che intraprende viaggi o vacanze per le festività.

Natale a tavola: la tradizione resiste, ma il caro vita frena la spesa (-5%)
Categorie: NewsEconomia

Per te