Mangiare meno per vivere di più: le 3 regole a tavola per la salute

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Mangiare meno per vivere di più: le 3 regole a tavola per la salute

Un orientamento alimentare orientato al benessere propone una gestione sobria dell'apporto calorico e una predilezione per cibi integrali, con una riduzione marcata della carne rossa e degli alcolici. Secondo il professor Silvio Garattini, fondatore e presidente dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS, è utile moderare l'apporto di proteine animali e privilegiare fonti proteiche alternative, mantenendo una dieta equilibrata per sostenere la longevità. L'attenzione è centrata sulla quantità complessiva di cibo assunta quotidianamente, sull'organizzazione dei pasti e sulla scelta di alimenti capaci di supportare un organismo dinamico senza sovraccaricarlo.

longevità e alimentazione: principi chiave

quantità e scelta degli alimenti

Si può prevedere 3 o 5 pasti al giorno, ma il criterio prevalente è quanto si consuma. Per la base nutrizionale, si privilegiano frutta e verdura, e, se possibile, pane e pasta integrali.

carne rossa: limiti e alternative

La carne rossa compare nella lista nera per i rischi associati: potenziale contributo al tumore del colon e presenza di sostanze lesive a livello cardiovascolare. Non dovremmo superare 100-150 grammi a settimana, e si raccomanda di privilegiare altre proteine animali, in particolare il pesce, quando possibile.

alcol e stile di vita

È consigliata una riduzione del consumo di vino e di altri alcolici. Dall'OMS è indicato che l'alcol è cancerogeno, e Garattini riferisce di non bere più alcol né di regalarlo, per ridurre il rischio per gli altri. L'attività fisica e una alimentazione moderata accompagnano uno stile di vita equilibrato.

digiuno intermittente e organizzazione dei pasti

Le abitudini specifiche, come il digiuno intermittente, non sono considerate essenziali per la longevità: l'enfasi è sull'equilibrio complessivo e sull'evitare eccessi.

effetti della restrizione calorica

Secondo gli studi citati, dividere un gruppo in due: uno libero di mangiare e l'altro con una riduzione del 30% dell'apporto calorico, comporta che il secondo gruppo possa vivere di più, con una stima di circa 20% in più di longevità.

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