Investimenti record per sicurezza e ambiente nel settore del cemento nel 2024

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Investimenti record per sicurezza e ambiente nel settore del cemento nel 2024

Un controllo puntuale sull’impegno sostenibile del comparto cemento e calcestruzzo rivela un quadro dinamico di investimenti, innovazioni e obiettivi consolidati per la neutralità climatica entro il 2050. L’analisi si concentra su risorse impiegate, risultati raggiunti e percorsi di miglioramento, evidenziando come l’industria continui a coniugare performance ambientali avanzate con la necessità di garantire sicurezza, durabilità e sviluppo infrastrutturale del Paese.

sesto rapporto di sostenibilità del settore cemento e calcestruzzo

Nel 2024 le aziende operanti nel cemento e nel calcestruzzo hanno investito oltre 110 milioni di euro in progetti di sicurezza e ambiente, registrando un incremento del 16% rispetto al 2023. Questi flussi di spesa riflettono una continuità nell’allocazione di risorse e competenze per migliorare le prestazioni ambientali e accelerare il percorso verso la neutralità climatica entro il 2050.

In occasione di un incontro istituzionale, è stata presentata la Strategia di decarbonizzazione, che delinea interventi coordinati su breve e medio periodo. Le azioni prevedono l’impiego di tecnologie già mature, quali combustibili alternativi e l’uso di materiali sostitutivi del clinker, componente principale del cemento. Il tracciato di sviluppo si concentra su interventi a breve e medio termine che sfruttano tali leve tecnologiche.

strategie di decarbonizzazione e tecnologie chiave

La voce chiave per una trasformazione a lungo raggio è costituita dalla cattura della CO2, una tecnologia con requisiti di ingenti investimenti e la necessità di infrastrutture di trasporto e stoccaggio. La cattura è cruciale perché, nelle fasi di produzione del cemento, il 60-65% delle emissioni dirette deriva dalle reazioni chimiche di processo e risulta pertanto non comprimibile con facilità.

La sostenibilità del settore non è solo una questione tecnologica: cemento e calcestruzzo restano materiali fondamentali per garantire sicurezza, durabilità e lo sviluppo di infrastrutture resilienti. La sfida principale riguarda il mantenimento della competitività dell’industria italiana, realizzando progressi concreti sul fronte ambientale tramite un impegno collettivo che rafforzi il legame tra industria, ambiente e società.

circolarità e uso delle risorse

La filiera ha consolidato pratiche circolari significative: l’utilizzo di scarti di altri processi produttivi sostituisce già circa l’8% delle materie prime necessarie. I produttori di calcestruzzo preconfezionato e di manufatti riutilizzano in media il 29% delle acque di processo e il 62% degli scarti di produzione, dimostrando un livello di riuso e riciclo stabilizzato nel tempo. Inoltre, cresce la quota di energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili, anche se parte dell’energia è autoprodotta.

criticità e ostacoli all’implementazione

Il Rapporto richiama alcune criticità che limitano l’espressione piena delle potenzialità: il tasso di sostituzione calorica dei combustibili fossili con combustibili alternativi resta al 26%, inferiore alla media europea del 56%, principalmente per iter amministrativi complessi e disomogenei sul territorio nazionale. Gli ambiti autorizzativi richiedono una gestione omogenea a livello nazionale per garantire l’applicazione uniforme del processo di autorizzazione. Un’altra criticità riguarda l’impiego di aggregati recuperati nella produzione di calcestruzzo: potenzialità elevate non si traducono in mercati nazionali consolidati per prodotti conformi agli standard strutturali, chiedendo un’azione di sistema che coinvolga produttori, utilizzatori e istituzioni.

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