Influenza K, allarme per l'aumento di polmoniti. Sintomi: picco febbrile, breve tregua e ricaduta

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Influenza K, allarme per l'aumento di polmoniti. Sintomi: picco febbrile, breve tregua e ricaduta

Con l'arrivo delle stagioni fredde, si intensifica la circolazione di virus respiratori, evidenziando un incremento sia nei casi di influenza stagionale che nelle sindromi respiratorie acute. La sorveglianza epidemiologica ha registrato un sensibile aumento dei contagi, confermando la necessità di una risposta tempestiva e mirata per contenere le complicanze di questa ondata.

incremento delle sindromi respiratorie acute e influenza stagionale

Secondo i dati più recenti, tra l’8 e il 14 dicembre si è osservato un incremento dell’incidenza, con un tasso di 14,7 casi ogni 1.000 assistiti. Rispetto alla settimana precedente, si registra un aumento di casi stimati in circa 817.000 nuovi contagi, portando il totale dall’inizio della sorveglianza a circa 4,9 milioni di casi. Questo incremento rispecchia l’andamento atteso per i periodi di massimo contagio influenzale.

caratteristiche e sintomi delle forme influenzali di quest’anno

Il virus influenzale di questa stagione si distingue per una maggiore **belle aggressività**, con sintomi che si protraggono fino a 8-9 giorni e un caratteristico andamento a **due fasi**. I soggetti colpiti presentano un primo picco di febbre alta, fino a 39-40°C, seguito da un breve miglioramento, per poi sperimentare un ritorno della febbre, indicativo di un attacco più profondo ai polmoni.

impatti e rischi dell’influenza

Si conferma che l’**influenza rappresenta un rischio grave**, con circa mezzo milione di decessi ogni anno nel mondo, principalmente tra persone ad alto rischio come gli over 65 e soggetti con patologie croniche. La presenza della **variante K** di quest’anno, che risulta predominante, aumenta le preoccupazioni per una maggiore **pericolosità**, data la minore immunità di popolazione e la circolazione meno recente di questo ceppo.

pericoli per il sistema sanitario e strategie di prevenzione

Il sistema sanitario presenta una vulnerabilità significativa, spesso messo sotto stress dai focolai influenzali. La pressione sugli ospedali e sui pronti soccorso rischia di compromettere la gestione di emergenze come ictus, infarti e traumi. La **copertura vaccinale** rappresenta la prima linea di difesa efficace: il vaccino, infatti, riduce drasticamente la probabilità di **ospedalizzazione e morte** anche nel caso di contagio, e può essere somministrato ancora in tempo.

misure di gestione e consigli utili

Per contenere l’impatto dell’influenza, è fondamentale seguire alcune semplici regole: evitare l’uso indiscriminato di antibiotici, che non hanno effetto sui virus ma favoriscono la resistenza batterica, e non ricorrere al paracetamolo a intervalli rigidi, ma somministrarlo solo in presenza di febbre superiore a 38-38,5°C. In caso di sintomi lievi e assenza di difficoltà respiratorie, è preferibile consultare il medico di base piuttosto che rivolgersi al pronto soccorso, per non sovraccaricare le strutture di emergenza.

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