I benefici del formaggio sul cervello: gli effetti di mozzarella e parmigiano

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I benefici del formaggio sul cervello: gli effetti di mozzarella e parmigiano

uno studio longitudinali in svezia suggerisce che l’assunzione quotidiana di formaggio ad alto contenuto di grassi possa contribuire a ridurre il rischio di demenza. l’indagine ha seguito oltre 27.000 adulti per circa 25 anni, analizzando il legame tra consumo di latticini grassi e probabilità di sviluppare patologie cognitive.

formaggio ad alto contenuto di grassi e demenza

secondo i dati, consumare 50 grammi o più al giorno di formaggio ricco di grassi è associato a una minore incidenza di demenza rispetto a chi ne assume meno di 15 grammi al giorno.

dopo aver tenuto conto di età, sesso, livello di istruzione e abitudini alimentari generali, il rischio di demenza risulta inferiore del 13% tra chi consuma oltre 50 g/d di formaggio ad alto contenuto di grassi rispetto a chi ne consuma meno di 15 g/d.

non sono emerse associazioni significative per formaggi o panna a basso contenuto di grassi, né per latte di qualsiasi tipo o prodotti a base di latte fermentato come yogurt e kefir. il burro ha mostrato risultati contrastanti, con un possibile incremento del rischio di Alzheimer in coloro che ne fanno un uso elevato rispetto a chi non ne consuma affatto.

contesto metodologico e popolazione

lo studio, condotto nell’ambito della coorte malmo diet and cancer, ha valutato la dieta tramite diario alimentare, questionario sulla frequenza dei pasti e interviste dettagliate sulle modalità di preparazione dei cibi. i partecipanti hanno registrato le proprie abitudini alimentari e sono stati seguiti nel tempo per correlare l’assunzione di formaggio ad alto contenuto di grassi con l’esito demenza.

limiti e interpretazioni

tra i limiti individuati figura il fatto che la registrazione dietetica si riferisce a un momento specifico, avvenuto circa 25 anni prima della diagnosi di demenza. esperti indipendenti hanno evidenziato che nel frattempo stile di vita e dieta possono essere cambiati significativamente, influenzando le conclusioni.

dati globali e contesto nazionale

a livello mondiale, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, più di 55 milioni di persone convivono con la demenza, con previsioni che indicano un’impennata a circa 150 milioni entro il 2050. in italia, le stime dell’Istituto superiore di sanità indicano circa 1.241.000 persone affette da demenza, con proiezioni che salgono a 1.609.000 nel 2030 e 2.272.000 nel 2050; circa 600.000 sono malati di Alzheimer e circa 900.000 presentano deficit cognitivo lieve. la demenza è una classe di patologie che interferiscono con la memoria e le funzioni cognitive, non parte dell’invecchiamento normale.

note sull’interpretazione pratica

i latticini rappresentano un gruppo alimentare complesso, e l’associazione tra consumo di formaggio e demenza risulta difficile da interpretare in chiave causale. l’attuale osservazione suggerisce che alcuni latticini ad alto contenuto di grassi possano contribuire a una riduzione del rischio, ma non si estende automaticamente a tutte le tipologie di formaggio o a prodotti latticini ad alto contenuto di grassi in generale.

in sede di discussione, è stato rimarcato che i dati osservazionali non definiscono una relazione causale e che ulteriori studi, controllati e su popolazioni diverse, sono necessari per confermare o chiarire i meccanismi coinvolti.

persone citate nel testo:

  • Emily Sonestedt
  • Yufeng Du
  • Tara Spires-Jones
Categorie: NewsSalute

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