Esportazioni di spumanti italiani in crescita record nel 2025
Nel 2025 la domanda internazionale di spumanti italiani continua a rafforzarsi, posizionando l’export come uno dei volti più dinamici del settore vitivinicolo nazionale. La crescita in valore nei primi dieci mesi si è attestata al 6,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, testimoniando una domanda stabile e in progressiva espansione.
bollicine italiane nel mondo
Le bollicine made in italy, con il Prosecco in testa, consolidano la loro presenza sui mercati esteri mantenendo alto il livello di riconoscibilità associato a qualità e tradizione. Il Regno Unito resta il primo mercato di destinazione, seguito dagli Stati Uniti e dalla Germania. Oltre i confini europei, si registra una crescita significativa in Asia, in particolare in Giappone e Corea del Sud, dove le esportazioni mostrano tassi di aumento a doppia cifra.
mercati di destinazione principali
- regno unito: primo mercato di destinazione
- stati uniti: posizione tra i mercati chiave
- germania: presenza consolidata
- giappone: crescita a doppia cifra
- corea del sud: crescita a doppia cifra
La crescita è supportata dall’elevata riconoscibilità del made in italy, sinonimo di qualità e tradizione. Inoltre, l’attenzione alla sostenibilità e l’aumento della domanda di vini biologici hanno valorizzato la produzione nazionale, con particolare beneficio per le piccole e medie cantine.
strategia e promozione
Il dinamismo delle esportazioni è sostenuto da strategie promozionali mirate: partecipazione a fiere internazionali e investimenti nel canale e-commerce convivono con una forte attenzione allo storytelling, all’identità territoriale e alla valorizzazione delle denominazioni d’origine. Queste scelte operative hanno favorito la visibilità delle diverse realtà produttrici italiane e hanno contribuito a consolidare l’immagine del vino spumante tricolore sui mercati esteri.
Il trend positivo delle esportazioni non mostra segni di rallentamento; le previsioni indicano una chiusura del 2026 con una crescita prevista del 7%, a conferma dell'importanza dell’Italia nel panorama globale delle bollicine.