Esercizio fisico come terapia: a Empoli parte il progetto P.E.S.T.O. contro il tumore del colon
un percorso strutturato, basato su evidenze scientifiche, sta guidando il recupero dopo il tumore del colon-retto. all’ospedale san giuseppe, un progetto pilota mira a integrare l’attività fisica nel percorso terapeutico, dimostrando che il movimento può influire positivamente su sopravvivenza e controllo delle recidive. l’iniziativa nasce dall’aggancio tra ricerche internazionali e pratica clinica quotidiana, con l’obiettivo di tradurre in azioni concrete quanto dimostrato dalla letteratura.
p.e.s.t.o. al san giuseppe: esercizio strutturato come parte del percorso di cura
la base scientifica è consolidata da uno studio pubblicato sul new england journal of medicine il 3 luglio 2025, condotto dall’Università di Alberta in canada. più di dieci anni di lavoro, coinvolgendo 55 centri e 889 pazienti che avevano concluso la chemioterapia post chirurgia. il confronto tra un percorso strutturato di attività fisica per tre anni e una sola fase iniziale di educazione sanitaria ha mostrato che chi ha seguito l’attività fisica ha beneficiato in termini di sopravvivenza, minori recidive, senza incremento di eventi avversi. i ricercatori hanno attribuito tali esiti ai cambiamenti biologici che l’esercizio induce nell’organismo.
contesto clinico e fondamento scientifico
da queste evidenze è nato il progetto empolese, coordinato dalla dottoressa francesca martella, direttrice della Oncologia medica di Empoli, dedicato a individui operati per tumore del colon e successivamente sottoposti a chemioterapia adiuvante. il gruppo oncologico multidisciplinare dei tumori gastrointestinali (gom), guidato dalla chirurga silvia d’amico e dall’oncologo claudio marinozzi, è responsabile di identificazione, motivazione e follow up dei pazienti. il progetto è progettato per accogliere anche soggetti fragili o anziani, con una valutazione e un percorso modulare.
struttura operativa del percorso empolese
la direttrice cristina moncini, responsabile della Medicina fisica e riabilitazione di Empoli, ha evidenziato l’implementazione di una scala di valutazione delle comorbidità da fornire agli oncologi e ai chirurghi per avviare correttamente il percorso. i fisiatri, coordinati da barbara nesi e monica fontanelli, proporranno una valutazione motoria individuale per definire un programma di attività personalizzato, rispettoso delle condizioni di ciascun paziente. i controlli fisioterapici saranno effettuati in presenza o tramite televista secondo una pianificazione triennale, con rivalutazioni periodiche per monitorare progressi o eventuali problemi e, se necessario, indirizzare a una rivalutazione clinica. tali valutazioni si intersecheranno con le visite di follow up oncologico, offrendo una visione d’insieme del paziente.
ruoli e figure coinvolte
il progetto si basa su una rete di figure sanitarie: oncologia medica, chirurgia generale, medicina fisica e riabilitazione, fisioterapisti e coordinamento multidisciplinare, che collaborano per garantire continuità tra ospedale e territorio.
monitoraggio e valutazione
da un lato si verificano i progressi motori e funzionali, dall’altro si coordinano gli appuntamenti di follow up per assicurare coerenza tra le visite oncologiche e i controlli riabilitativi. l’approccio lean e multiprofessionale mira a offrire strumenti concreti per affrontare il percorso di cura nel lungo periodo, adattando i contenuti all’utente e alle sue condizioni cliniche.
importanza della prevenzione e adesione allo screening
il tumore del colon-retto è una delle neoplasie più diffuse: secondo tumore nella popolazione generale dopo i cinquant’anni, secondo nelle donne e terzo negli uomini tra i tumori più diagnosticati, con un incremento di prevalenza stimato pari a +33% negli uomini e +24% nelle donne. in italia, si stima che circa mezzo milione di persone convivano con questa diagnosi. la prevenzione resta cruciale: la diagnosi precoce, associata a percorsi terapeutici sempre più personalizzati, permette risultati significativi in termini di guarigione e sopravvivenza.
il direttore della chirurgia generale di empoli sottolinea l’adhesione insufficiente allo screening gratuito proposto tra i 50 e i 69 anni e richiama l’obiettivo di incremento a valori più vicini al 65%. la responsabile della struttura Screening dell’azienda toscana centro riporta che l’adesione nell’area empolese è stata la più alta della regione nel 2024, raggiungendo 54%, superiore all’obiettivo minimo ma ancora al di sotto delle aspettative.
il progetto p.e.s.t.o. si inserisce in una cornice di cura che unisce interventi consolidati a approcci non farmacologici basati su dati scientifici, offrendo strumenti concreti per accompagnare la persona nel lungo periodo e favorire una continuità tra ospedale e territorio, in chiave multidisciplinare e lean.
- francesca martella
- silvia d’amico
- claudio marinozzi
- cristina moncini
- barbara nesi
- monica fontanelli
- massimo calistri
- daniela tramalloni
