Coperture vaccinali insufficienti per il meningococco, aumentano i casi di infezione

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Coperture vaccinali insufficienti per il meningococco, aumentano i casi di infezione

Negli ultimi anni si registra un aumento delle malattie batteriche invasive in Italia, con il triennio 2022-2024 che mostra una crescita rispetto al periodo pandemico. La maggiore sensibilità della sorveglianza e una ripresa delle attività sociali hanno contribuito a intercettare più focolai, senza necessariamente indicare una circolazione batterica più intensa. L’analisi del rapporti di sorveglianza nazionale conferma queste tendenze, offrendo una lettura critica del contesto epidemiologico e invitando a osservare l’evoluzione nei prossimi anni.

  • Caterina Rizzo

meningococco b: trend, vaccinazione e sfide di copertura in italia

andamento dei casi e interpretazioni

Nel 2024 l’incidenza delle malattie meningococciche invasive si attesta a 0,20 casi per 100.000 abitanti per meningococco, a cui si associano 0,39-0,57 casi per 100.000 per le altre specie batteriche correlate, con un incremento rispetto al biennio 2020-2021. Tale andamento rispecchia un fenomeno osservato anche a livello internazionale: l’aumento dei casi può riflettere sia una circolazione più ampia sia una migliore capacità di intercettazione delle infezioni, dopo la stabilizzazione delle misure di contenimento post-pandemia. Serviranno anni per comprendere quale possa essere il vero trend futuro.

  • Caterina Rizzo

sierogruppo b e dinamiche per età

Il sierogruppo B è oggi il meningococco più frequentemente identificato in Italia in tutte le fasce di età, con l’eccezione di un caso da sierogruppo Y tra i lattanti. Sebbene i casi assoluti siano contenuti (alcune centinaia all’anno), ogni episodio è estremamente grave, soprattutto nei bambini sotto l’anno e negli adolescenti tra i 15 e 24 anni. A livello europeo il sierogruppo B è storicamente predominante, e questa realtà si riflette anche nei dati italiani.

La vaccinazione antimeningococcica ha visto una prima diffusione legata al vaccino contro il sierogruppo C, seguita dall’uso del quadrivalente ACWY. Il vaccino contro il sierogruppo B è più recente e, nonostante progressi, le coperture restano al di sotto dell’obiettivo del 95% e variano significativamente tra regioni. Di conseguenza, una quota rilevante di bambini resta non protetta. Inoltre, il calendario nazionale prevede l’offerta attiva e gratuita del vaccino quadrivalente ACWY al 12° anno, mentre per il meningococco B non esiste ancora un’omogeneità nazionale: diverse regioni offrono il vaccino ai adolescenti con criteri diversi (solo non vaccinati, entro una fascia d’età o su invito).

Nonostante gli adolescenti siano la seconda fascia di età più colpita dal meningococco B, l’assenza di un’offerta uniforme a livello nazionale costituisce un ostacolo significativo: imporre alle famiglie un costo aggiuntivo riduce le adesioni. Recuperare gli adolescenti è già difficile anche per altre vaccinazioni, come l’Hpv, perché la loro accessibilità è ridotta.

  • Caterina Rizzo

strategie per aumentare le coperture vaccinali

Per innalzare la protezione complessiva è necessario migliorare la comunicazione e raggiungere attivamente i bambini non vaccinati, offrendo opportunità di recupero soprattutto per chi frequenta nidi e comunità infantili. Per gli adolescenti, la misura più efficace sarebbe rendere gratuito e omogeneo il richiamo vaccinale in tutte le regioni: non è accettabile che la protezione dipenda dal CAP di nascita. È indispensabile una scelta nazionale chiara per garantire una copertura uniforme e minimizzare i rischi associati al sierogruppo B.

  • Caterina Rizzo

considerazioni finali

La meningite rimane una malattia rara ma gravissima e, soprattutto, prevenibile. Investire in una vaccinazione precoce consente ai bambini di vivere appieno le esperienze sociali dell’infanzia e dell’adolescenza senza l’ombra di malattie potenzialmente devastanti. L’attenzione alla prevenzione vaccinale è una pietra angolare della medicina moderna: va mantenuta alta per difendere la salute delle nuove generazioni, evitando che l’incertezza normativa comprometta la protezione diffusa.

  • Caterina Rizzo
Categorie: PoliticaSalute

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