Consumi in calo: beni durevoli frenano del 2,4%
Il 2025 segna una fase di consolidamento nel mercato dei beni durevoli: dopo due anni di crescita, si registra una contrazione dei volumi e del valore, accompagnata da una spesa complessiva ancora superiore ai livelli pre pandemia. L’analisi evidenzia però come i prezzi continuino a guidare la spesa, mentre la domanda reale resta incerta e differenziata per segmento e regione, con segnali di resistenza soprattutto nei comparti legati all’abitazione e al technology-enabled consumer.
mercato dei beni durevoli 2025: andamento generale
Il saldo dell’anno chiude con una diminuzione di 2,3% in volume e di 2,4% in valore, portando la spesa a 77,1 miliardi di euro rispetto agli 79 miliardi del 2024. Nonostante la flessione, il livello del mercato resta superiore al periodo pre-Covid, trainato dall’aumento dei prezzi piuttosto che da una crescita dei volumi realmente scambiati, con una dinamica di prezzo che in sei anni sfiora il 20%.
mercato dei beni durevoli 2025: mobilità in frenata
La mobilità resta la componente dominante, assorbendo circa il 57% della spesa complessiva. In questa cornice le auto nuove mostrano una consistente perdita di valore pari a -9%, contribuendo in modo marcato al rallentamento complessivo. Il comparto casa – mobili e tecnologia – resta invece in una fase di stagnazione iniziata nel 2023, dopo gli assi post-pandemia.
mercato dei beni durevoli 2025: dinamiche per regione e per segmenti di prezzo
In ambito territoriale, le tradizionali locomotive economiche perdono terreno tra 2,6% e 2,8%. L’Emilia-Romagna si dimostra la regione che resiste di più, con una flessione contenuta di -1,8%, quasi in corsa per un podio di volume. Alcune aree mostrano una tenuta superiore come Trentino-Alto Adige (-0,7%), Sicilia e Liguria (-1,3%), mentre Basilicata registra una caduta più marcata (-4%). Lombardia continua a detenere una quota significativa, con volumi e valore molto superiori rispetto al resto del Paese, ed emerge come locomotiva della domanda.
mercato dei beni durevoli 2025: dinamiche del comparto auto usate e nuovi veicoli
Nel 2025 il mercato della mobilità mostra una doppia velocità: il comparto usato resiste e resta al centro dell’attenzione, mentre il nuovo rallenta. Il mercato delle auto usate resta significante per valore, nonostante l’inflazione elevata che ha portato a una spesa superiore del 25% rispetto al 2019 per un numero di veicoli mediamente maggiore di circa 3%. Le auto nuove registrano una contrazione di -9,0% a valore e di -9,9% nelle immatricolazioni, con i prezzi che restano relativamente stabili (+0,8%). Il mix di offerte si orienta verso fasce e tecnologie più costose, penalizzando le fasce tradizionalmente più accessibili. Le moto, dopo quattro anni di crescita, subiscono una battuta d’arresto: -7,7% a volume e -7,0% a valore, pur mantenendo un valore di mercato superiore al 2019 (+36% a volume, +55% a valore).
mercato dei beni durevoli 2025: casa, tecnologia e canali di vendita
Nel settore casa e tecnologia, la domanda resta stabile grazie a una domanda interna resiliente. I mobili e l’IT mostrano dinamiche differenziate: crescono i prodotti informatici, i piccoli elettrodomestici e i device smart, con l’online che consolida la sua quota e arriva a valere circa il 20% del retail. Il segmento mobili resta ben al di sopra dei livelli pre-Covid, registrando un incremento vicino al +10% rispetto al 2019, sebbene chiuda l’anno con una lieve diminuzione a valore e volumi that consolidano la necessità di cautela da parte delle famiglie. L’incidenza degli incentivi e dei bonus per la ristrutturazione resta utile ma non sufficiente a rilanciare la dinamica degli anni post-pandemia, mentre la domanda legata al mercato immobiliare contribuisce a sostenere il primo acquisto e la domanda di beni di arredamento. In chiusura, l’adozione di canali online continua a crescere: l’e-commerce rappresenta una quota significativa del retail, con un sostegno al comfort, alla qualità e al valore percepito dai consumatori.
Nel frattempo, il settore della telefonia mantiene una posizione centrale nel panorama della tecnologia consumer, con una spesa intorno ai 6,3 miliardi di euro e una lieve flessione di -0,4%.
Il contesto generale resta caratterizzato da una cautela diffusa tra le famiglie, anche se la spesa in beni durevoli resta superiore al periodo pre-pandemia, trainata dall’inflazione e da una propensione al credito che continua a dare supporto agli acquisti differiti o rinviati.
Oltre quattro italiani su dieci hanno ricorso a una forma di credito almeno una volta negli ultimi tre anni, e oltre il 60% di chi lo ha utilizzato riferisce che, senza questa opzione, avrebbe rinunciato o posticipato significativamente l’acquisto. Il credito al consumo continua quindi a essere una leva di fiducia oltre che uno strumento finanziario, utile per gestire l’incertezza e mantenere progetti familiari in essere.
La dinamica regionale evidenzia differenze di temperamento: alcuni territori mostrano resistenze robuste, altri registrano ribassi contenuti, e i differenziali tra Nord e Centro-Sud rimangono marcati anche in presenza di una ripresa dell’attività economica su base locale.
Commenti chiave espressi dagli esperti sull’andamento institutionalizzano il quadro:
- Claudio Bardazzi — responsabile dell’Osservatorio Findomestic
- Marco Tarantola — amministratore delegato e direttore generale di Findomestic Banca